Corruzione, il report del Greco: nel mirino appalti, polizia e assunzioni nella Pa

Il gruppo di valutazione: c’è scarsa percezione del fenomeno, l’impressione è che non si indaghi abbastanza.

(L’analisi dell’organismo internazionale è uno dei temi caldi della sessione consiliare di questa settimana)

Denaro sottobanco? Mazzette? I sammarinesi cadono dalle nuvole. Ma il Greco, organismo internazionale che si occupa di contrasto alla corruzione, mette in guardia il Titano: «La percezione che San Marino abbia un livello molto basso di corruzione potrebbe avere un impatto negativo sul grado di allerta delle autorità circa possibili casi di corruzione attuali o futuri», scrive l’organismo nel rapporto di valutazione sul Titano, adottato lo scorso dicembre.

Nel documento i giudizi positivi si alternano a quelli negativi: buona la lotta contro il riciclaggio, bene l’assegnazione delle immunità, la promessa di voler contrastare la corruzione e il sistema di costituzione e registrazione delle società. Male, invece, l’inesperienza rispetto alla lotta alla corruzione, l’impegno delle forze dell’ordine e il contrasto nella Pubblica amministrazione.

Favoritismi: che male c’é? – Il gruppo di valutazione mette ripetutamente l’accento sulla percezione della corruzione in Repubblica: «Diversi interlocutori appartenenti a vari settori », si legge nella relazione, «hanno dichiarato che essi usufruiscono di favori e non percepiscono un favore reso per una “giusta” azione come un reato. E’ stato fatto l’esempio dell’assunzione di personale: se due persone hanno le medesime competenze, la scelta ricade su una persona che già si conosce». Di qui l’analisi dell’organismo: «Il gruppo di valutazione ha l’impressione che non vi sia un approccio proattivo a San Marino per individuare e investigare i casi di corruzione. E’ apparso evidente» che «vi è poca consapevolezza dei rischi legati ai comportamenti di corruzione».

Scarsa conoscenza – Si passa quindi al monitoraggio delle professionalità di chi, in Repubblica, è incaricato di sorvegliare i sospetti: «Il livello di conoscenza della materia da parte delle autorità di polizia e giudiziarie – riporta il gruppo – sembra essere piuttosto limitato». Poi un passaggio dedicato alle forze dell’ordine: «La polizia potrebbe essere molto più proattiva nelle indagini sui reati di corruzione».

Appalti opachi – Il parere dell’organismo, che si basa principalmente sulle impressioni e gli elementi emersi dal confronto con istituzioni pubbliche, Camera di commercio, avvocati, commercialisti, sindacati e organi di informazione, tocca anche gli appalti: «Alcuni rappresentanti sia delle autorità pubbliche che della società civile», nota il gruppo di valutazione, hanno «indicato come gli appalti pubblici necessitino di maggiore controllo e trasparenza. Nonostante sia in vigore un’ampia legislazione in tali ambiti, vi sono ancora alcuni dubbi riguardo alla loro concreta attuazione».

Le regole del mattone – Fra gli ambiti passati ai raggi ‘x’ c’è spazio anche per gli immobili. La concessione delle licenze edilizie riceve una critica: «La mancanza di controlli amministrativi effettivi sulle procedure di concessione delle licenze – si legge nella relazione, che verrà discussa nella sessione consiliare di questa settimana – potrebbero esporre il funzionario incaricato di adottare le decisioni sulla pianificazione territoriale e la concessione di licenze a potenziali rischi di corruzione. Tale situazione dà inoltre adito a dubbi circa la responsabilità del sistema».

Concorsi nella Pa – Occhi puntati anche sulla Pubblica amministrazione. All’interno della quale la strada da fare sembra ancora tanta: «Nonostante la Pa rappresenti una parte considerevole dell’economia di San Marino – valuta il gruppo – i provvedimenti volti a prevenire la corruzione a livello sia istituzionale che individuale sono ancora in una fase molto iniziale». Poi una tirata d’orecchie sulle assunzioni: «Il gruppo di lavoro è preoccupato del fatto che, nella Pa, si faccia in via preferenziale ricorso ad eccezioni alla regola dei concorsi pubblici (che garantisce una procedura pienamente trasparente, basata sul merito ed equa)». Il gruppo propone un esempio: «Dal 1998 il settore pubblico ha visto la trasformazione di contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato senza il superamento di un concorso esterno come da disposizioni statutarie applicabili (ciò si è verificato due volte negli ultimi dieci anni, su richiesta delle organizzazioni sindacali)».

La strada è lunga – Al di là delle ‘falle’ individuate nel sistema, il giudizio finale contenuto nella relazione non dipinge un quadro nero. «San Marino – si legge – ha compiuto importanti sforzi per quando riguarda la creazione di un quadro per la lotta al riciclaggio; l’impegno profuso dalle autorità sammarinesi e le misure adottate in maniera determinata verso la trasparenza sono lodevoli. Se da un lato grande attenzione è stata prestata al contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo – prosegue il gruppo di valutazione – il Paese si trova ancora in una fase iniziale per quanto concerne la lotta alla corruzione. La natura e la portata della corruzione a San Marino non sono state fino a ora oggetto di indagine e non vi sono praticamente informazioni definitive in merito. Sono state pronunciate pochissime condanne legate alla corruzione e il problema non sembra essere percepito come una delle principali preoccupazioni dei cittadini sammarinesi».
Per migliorare, a San Marino vengono suggeriti 16 ‘ritocchi’ (da realizzare entro il 30 giugno 2013). Fra i quali trovano spazio «l’individuazione e lo sviluppo delle riforme necessarie nel campo dei contratti e degli appalti pubblici», l’adozione di un «approccio maggiormente proattivo nelle indagini sui casi di corruzione», l’adozione di «un’appropriata legislazione sulla libertà di informazione » e una migliore gestione dei «conflitti d’interesse ». Solo così, secondo l’organismo, il Titano potrà impedire il passaggio di mazzette all’ombra della Rupe. Jeffrey Zani, San Marino World