I commissari avrebbero messo in evidenza un nuovo ‘buco’ compensato bloccando i fondi di una finanziaria.

Riaprono gli sportelli di Banca commerciale e ai clienti viene chiesto di trasferire i propri conti in Asset Banca.

Nessuna garanzia per il personale che avrà risposte solo quando si capirà quali compiti potrà ancora svolgere la banca ceduta 

Riaperti gli sportelli di Banca commerciale e per i correntisti le condizioni cambiano solo apparentemente: i conti dovranno essere revisionati integralmente, adeguate verifiche comprese, e appoggiati in taluni casi presso Asset banca, la banca acquirente. Solo allora sarà possibile trasferire denaro e fare pagamenti al di sopra della soglia. Di fatto gli sportelli ora danno informazioni ma l’operatività resta limitata fino a data da definirsi ciò per recuperare il tempo necessario per convincere i clienti a restare fedeli almeno alla banca acquirente. Ora che si è conclusa la trattativa per il passaggio di proprietà del pacchetto azionario, le difficoltà non sono certo finite, sopratutto quando si capirà fino in fondo quali sono le condizioni oggettivamente concordate. L’accordo è avvenuto sull’onda dell’emergenza a poche ore dalla riapertura degli sportelli che avrebbe potuto comportare il default tecnico della banca. Gli ex proprietari per nulla convinti di un’offerta non definita e costretti a prendere atto della valutazione dei vari cespiti eseguita da terzi senza controprova, si sono decisi ad apporre la loro firma sull’onda della ventilata liquidazione coatta e della conseguente azione di responsabilità. Gli acquirenti sono stati lo strumento usato dalle autorità finanziarie per giungere comunque ad un accordo in mancanza del quale la politica adottata su Banca commerciale con il commissariamento prima e il blocco dei pagamenti poi, avrebbe decretato il fallimento dell’istituto bancario. La notizia che sta emergendo infatti è quella per cui l’esame dei conti avrebbe messo in rilievo un pesante deficit patrimoniale dovuto di certo alla mancata possibilità di recuperare i crediti. Le voci che si rincorrono parlano di 30 milioni, altre addirittura alzano la cifra a 40 milioni. Una voragine apertasi improvvisamente che sarebbe stata momentaneamente compensata dal congelamento dei depositi che una finanziaria sammarinese ha in Banca commerciale, alla quale vengono contestate da Banca centrale irregolarità tali da richiederne non solo l’accertamento, ma anche provvedimenti più pesanti. Questa situazione tamponerebbe nell’immediato la situazione di deficit di Bcs e consente di trattare nel frattempo le altre partite consolidandole nel seno del gruppo. Siamo di fronte ad una sorta di liquidazione dell’istituto che non solo comporterà la perdita dei posti di lavoro ma anche la possibilità che la collettività domani dovrà accollarsi il buco prodotto. Ma come si è generato questo buco? Di chi sono le responsabilità, chi lo ha alimentato? A questi interrogativi questa volta sarà necessario dare risposte.