San Marino. Usc: “Se i sacrifici sono necessari, che li facciano tutti!”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Se i sacrifici sono necessari, che li facciano tutti!

Reduci dall’incontro in Segreteria Finanze e Bilancio sull’Imposta Patrimoniale 2018, che la Segreteria stessa ha definito “straordinaria”, l’Unione Sammarinese Commercio e Turismo pone l’attenzione del Governo sull’ulteriore inasprimento delle tasse che andrà ulteriormente a deprimere la capacità di spesa delle famiglie, degli imprenditori delle piccole aziende e del Paese, che inevitabilmente produrrà la stagnazione dell’economia, tipica dei paesi che hanno optato per l’innalzamento delle tassazioni.
Perché passare al setaccio la popolazione di più di 30mila individui, con nuove imposte, per lasciare indietro i “pochi privilegiati” che forse non verranno nemmeno toccati da questa nuova imposizione?
Da tempo assistiamo all’emissione di leggi o tassazioni inique, non efficaci, che creano impoverimento e non producono ciò che si era prefissato.
Magari, visto le attuali e passate gestioni del sistema finanziario, ci chiediamo se le imposizioni, anche di questa “imposta straordinaria”, si applicheranno realmente a tutti i soggetti di questo Paese, perché è giusto chiedere sacrifici ma è anche lecito pretendere che vengano fatti da TUTTI.
Capitolo a parte sono i possessori della prima casa. Siamo categoricamente contrari alla tassazione della PRIMA CASA. L’USC rigetta ogni proposta di detrazioni o bonus o qualsiasi escamotage che vada a colpire le prime case.

Il segretario Celli annuncia che questa patrimoniale porterà nelle casse dello Stato circa 16 milioni di euro.
Sarebbe stato più opportuno procedere con oculatezza e lungimiranza, senza fretta nell’emanazione di una nuova norma.
Non possiamo continuare a far credere al mondo che il nostro PIL stia crescendo grazie alle riforme capestro, perché si sta dimostrando esattamente il contrario.

Il PIL sta crescendo grazie a quelli che vengono “passati al setaccio” senza colpire i veri responsabili del degrado a cui stiamo assistendo.
Ricordiamo al Governo che i paesi in cui l’economia è ripartita sono quelli che hanno fatto la scelta di abbassare le tasse e se pur non hanno ottenuto il tanto agognato pareggio di bilancio, hanno permesso una ripresa economica, nel medio e lungo termine, senza inasprimenti e senza deprimere ulteriormente un’economia che stenta a ripartire.

Un’altra “follia” pura riguarda la contraddizione più volte espressa dal Governo, di attrarre capitali ed investitori, contemporaneamente, tassare le proprietà estere del 4×1000 compresi i valori derivanti dalla raccolta indiretta, cosa tutt’altro che attrattiva rispetto ad altre realtà.
Complimenti! “Siamo sempre più attrattivi”. “Ci sarà un gran desiderio di investire nel nostro Paese”. ”Stiamo sviluppando una grande fiducia nel nostro sistema soprattutto in quello finanziario”.
Potremmo comprendere l’esigenza di far cassa in un momento in cui la liquidità langue, ma farlo sempre a scapito della collettività ci sembra oltremodo scorretto.
Inoltre, se il sacrificio fosse ritenuto ineludibile sarebbe necessario supportarlo con un progetto, magari di sviluppo, e forse la pillola, se pur amara, avrebbe un senso curativo. Se i provvedimenti “una tantum” servono solo per arrivare al pareggio, presentarci con i conti in ordine al FMI, accedere a qualche forma di prestito che dovremo sicuramente restituire alle condizioni di chi l’ha elargito, senza strutturare un Paese per una ripresa economica reale, poco o nulla saranno valsi i nostri sacrifici.
E le tante strutture sfitte ed invendute come verranno gestite? e a chi verrà accordato il permesso di essere esentato dal sacrificio? Non vogliamo dire che sia facile né che lo siano le scelte da compiere, ma ciò che ci preme suggerire è di ponderare bene le conseguenze sul cittadino e soprattutto sul Paese.

Usc

  • WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com