25 aprile, l’Anpi fischia la Raggi: “Buffona, libera CasaPound”

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L’Anpi attacca il governo: “I geni del populismo nei dittatori del passato”. Poi le urla e gli insulti al sindaco di Roma

Una selva di fischi. E poi le grida: “Buffona!”, “Vattene a casa!” e “Libera CasaPound”.

Infine i diti medi alzati a insultarla mentre cercava di intervenire dal palco della manifestazione organizzata dall’Anpi per il 25 aprile a Porta San Paolo. Sono state davvero poche le persone che hanno applaudito il sindaco di Roma Virginia Raggidurante il discorso che i vertici dell’associazione partigiani ci hanno teuto a definire “molto importante”. “Se siamo qui – ha replicato il primo cittadino a chi lo contestava duramente – è per rendere omaggio e celebrare perché ci crediamo davvero, per le persone che hanno deciso di opporsi contro il regime e hanno dato la vita per esprimere le proprie idee, come qualcuno di voi sta facendo adesso”.

“Il valore dell’antifascismo è in quella Costituzione che permette a tutti noi di esprimerci. Dire che siamo antifascisti è fondamentale”. L’intervento della Raggi a Porta San Paolo non è stato preso bene dai presenti. Le contestazioni sono state energiche e, in più di un’occasione, le urla e i fischi hanno sovrastato le parole del primo cittadino di Roma. Ma la grillina ha tirato dritto per la propria strada augurando “un buon 25 aprile a tutti”. Quello che le veniva contestato maggioranza è la tolleranza dimostrata dal Campidoglio nei confronti di CasaPound, il partito di destra che nella Capitale ha occupato uno stabile per garantire un’abitazione a diverse famiglie italiane che altrimenti sarebbero finite per strada. La sinistra si batte da anni per sgomberarlo e far sbattere fuori tutti quanti.

La manifestazione di oggi è stata, sin dall’inizio, improntata contro il governo gialloverde e soprattutto contro Matteo Salvini. “Ora e sempre Resistenza, siamo tutti partigiani” e “No al governo dei fascisti” sono stati solo alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti. Ad aprire il corteo dell’Anpi c’era un furgone che dagli altroparlanti intonava le canzoni tipiche della Resistenza, da Bella ciao a Fischia il vento, passando per gli Intillimani. Tra i partecipanti era presente anche una coppia con figlio nel passeggino su cui compare un cartello con scritto: “Dna 100% antifascista, – Salvini + pannolini”. Lo stesso tenore degli attacchi alla Raggi e all’esecutivo è stato tenuto dal presidente dell’Anpi di Roma Fabrizio De Sanctis che dal palco di Porta San Paolo ha tuonato contro il leader della Lega. “A chi trova delle scuse per non festeggiare il 25 aprile diciamo che è vergognoso”, ha affermato. “I geni del populismo sono nei dittatori del passato. Erano i progenitori dei populismi di oggi: i ‘ducì”. Ancora: “Le politiche contro gli immigrati stanno avvelenando”, ha concluso.

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