30 palestinesi a San Marino. Nasce il COMITATO PRO-SAN MARINO che è contrario. Folto gruppo di liberi cittadini si organizzano e avviano il coordinamento contro l’accoglienza. Il resoconto della prima riunione

Il Comitato PRO-SAN MARINO, contrariamente a quanto inizialmente previsto – ovvero una manifestazione alle ore 18 sotto Palazzo Begni per contestare il Segretario di Stato agli Esteri Luca Beccari – si è riunito oggi in un ufficio del territorio sammarinese per una prima riunione organizzativa.
L’incontro è servito a contarsi, strutturare il gruppo e porre le basi operative delle prossime azioni.

Si sono aperti i lavori ripercorrendo in modo puntuale l’intero iter politico e istituzionale relativa alla richiesta di portare 30 palestinesi a San Mrino: dalla proposta dell’Ordine del Giorno in Commissione Finanze per l’ospitalità di palestinesi, avanzata dal consigliere di Rete Matteo Zeppa, alla successiva approvazione dello stesso Ordine del Giorno sia in Commissione Finanze sia in Congresso di Stato, fino all’approdo in Consiglio Grande e Generale, dove il 22 gennaio 2026 è prevista la votazione del comma che prevede l’accoglienza di 30 cittadini palestinesi a totale carico dello Stato.

San Marino. Nel prossimo Consiglio Grande e Generale si voterà il decreto legge sull’entrata dei 30 palestinesi

Nel corso della riunione hanno preso la parola diversi partecipanti. Alcuni hanno riportato esperienze personali definite devastanti legate al mondo islamico; altri hanno espresso una netta contrarietà all’arrivo di persone portatrici di culture profondamente diverse e provenienti da scenari di guerra.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della sicurezza, ritenuto centrale e non affrontato in modo adeguato dalle istituzioni. È stato evidenziato come San Marino non disponga di strutture, apparati e competenze sufficienti per gestire potenziali criticità in termini di ordine pubblico, intelligence e prevenzione del rischio.
Sono stati espressi forti dubbi sulla reale possibilità di effettuare controlli approfonditi sui profili delle persone accolte, sui loro trascorsi e sulle eventuali reti di riferimento. È stato inoltre sottolineato il rischio concreto che, attraverso i ricongiungimenti familiari, il numero iniziale possa moltiplicarsi nel tempo, sfuggendo a qualsiasi pianificazione e controllo.

Diversi interventi hanno richiamato esplicitamente la preoccupazione per possibili infiltrazioni o contiguità con ambienti dell’estremismo islamico, in un contesto internazionale segnato da conflitti, radicalizzazioni e terrorismo, ritenendo irresponsabile minimizzare tali rischi in nome di un approccio esclusivamente ideologico o umanitario.

Il Comitato PRO-SAN MARINO ha infine proceduto alla nomina di un portavoce e di sette membri del Coordinamento.
Sono già in programma diverse iniziative pubbliche e una serie di comunicati stampa, con l’obiettivo di informare in modo chiaro e continuativo i cittadini sammarinesi, e non solo sul tema dei palestinesi, su quanto sta accadendo al netto delle fake news di qualche politico, ponendo al centro la tutela della sicurezza, della sovranità e dell’equilibrio sociale della Repubblica di San Marino.