CESENA – Il 7 gennaio di quest’anno ricorre il quarantesimo anniversario della strage di Acca Larentia, quell’ormai lontano giorno in cui a Roma sacrificarono le loro giovani vite i camerati Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, vigliaccamente assassinati da un branco omicida di sedicenti antifascisti, e il camerata Stefano Recchioni, brutalmente freddato da un capitano dei carabinieri poco dopo l’attentato. La magistratura non riuscì a fare luce su nessuno dei responsabili dei tre omicidi ma i tre giovani non furono vittime di un caso, di un incidente, erano anni infatti che lo slogan principale della sinistra estrema, e non solo, era “uccidere un fascista non è reato”.
Dieci giorni prima, sempre a Roma, era stato assassinato un altro attivista missino, Angelo Pistoiesi, in un agguato sotto casa sua da killer rimasti sempre sconosciuti.
Per l’occasione Ordine Futuro Romagna, associazione culturale legata a Forza Nuova, ha organizzato proprio per domenica 7 gennaio una conferenza pubblica dal titolo “Il male assoluto: da Acca Larentia alla legge Fiano 40 anni di oppressione antifascista” che si svolgerà dalle ore 18 a Cesena in un luogo non meglio specificato e che si appresta a scatenare un fiume di polemiche dopo che per mesi proprio la città cesenate è stata teatro di accesi dibattiti sulla possibilità o meno di concedere locali e spazi pubblici al movimento politico forzanovista.
L’incontro, aperto al pubblico, vedrà susseguirsi gli interventi di Mirco Ottaviani, militante politico nazionalrivoluzionario e responsabile regionale per il movimento politico Forza Nuova, e Fabrizio Fiorini, giornalista non conforme e direttore della rivista “L’Uomo Libero”, con l’obiettivo di capire e di comprendere il presente, ripercorrendo quella scia di sangue e repressione che, già da prima del 7 gennaio del ’78, cerca di soffocare gli uomini liberi che si oppongono a questo marcio e decadente sistema democratico.
La serata sarà anche l’occasione per raccogliere fondi per sostenere tutti i soldati politici vittime dell’odierna oppressione antifascista.
Ufficio Stampa