“40% del Pnrr al Sud”. Draghi al meeting di Sorrento rilancia l’economia del Mezzogiorno

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  • Meeting strategico a Sorrento in occasione del forum “Verso sud” organizzato da Mara Carfagna per mettere le basi a una nuova idea di sviluppo economico per il meridione d’Italia. Un’occasione per fare anche il punto sui fondi del Pnrr destinati al Mezzogiorno, che serviranno per dare una spinta produttiva al territorio che, più di altri in Italia, soffre e arranca.

    Il Mezzogiorno ha tutto il potenziale per convergere rapidamente verso il centro-nord“, ha detto Mario Draghi, anche lui presente alla convention, dove ha illustrato il piano per ravvivare i settori economici del meridione. Per evitare che il sud Italia continui a perdere terreno rispetto al nord, “serve prima di tutto la collaborazione tra investimenti pubblici e privati. Serve rafforzare la capacità amministrativa, a partire dalla giustizia, formare le competenze necessarie. E serve puntare sui talenti troppo spesso lasciati ai margini, a partire dai giovani e dalle donne“. Un progetto ambizioso possibile grazie alla collaborazione tra l’Italia e l’Europa, che incarna “lo spirito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che destina almeno il 40% dei fondi al Sud, finanziamenti che si sommano a quelli del Fondo per lo sviluppo e la coesione“.

    L’erogazione dei fondi del Pnrr per è funzionale per ridurre i divari territoriali nei servizi, in particolare nell’istruzione, che rappresenta una delle grandi lacune del meridione a causa dell’alto tasso di abbandono scolastico. Con il Pnrr sono previsti importanti investimenti mirati nella scuola, nella ricerca, nelle università. “Dobbiamo fare in modo che tutti i cittadini italiani possano accedere a servizi della stessa qualità e con la stessa facilità“, ha detto il premier Draghi a Sorrento.

    Nel discorso di Mario Draghi c’è stato spazio anche per la questione energetica proprio in relazione alle potenzialità mai sfruttate del sud Italia in tal senso. Oggi, anche alla luce della crisi bellica tra Ucraina e Russia, si rende necessaria una nuova strategia, che avrà nel meridione il suo fulcro. Ma perché sia efficace, “c’è bisogno di adeguate politiche di investimento nazionali ed europee, che si integrino con le idee e il dinamismo delle realtà produttive locali“.

    Un concetto che vale anche per l’ampliamento delle strutture commerciali, che al momento non sono adeguate per sfruttare le naturali caratteristiche di vantaggio di quest’area del Paese per gli scambi con le altre sponde mediterranee. “Stanziamo 1,5 miliardi per i porti del Sud, per renderli più efficienti, sostenibili, moderni. Potenziamo l’alta velocità e miglioriamo il collegamento del sistema portuale al resto della rete, per facilitare il trasporto di merci“, ha detto Mario Draghi.

    Il forum “Verso sud” di Sorrento “è un segno della nostra volontà di immaginare e costruire un Sud diverso”, ha sottolineato il presidente del Consiglio. L’evoluzione “delle politiche pubbliche per il Meridione è spesso rappresentata come una successione di inevitabili sprechi, fallimenti. La storia economica del Sud nel Secondo Dopoguerra è però più complessa di come raccontano questi pigri pregiudizi“, ha concluso il premier.


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