L’udienza del 28 novembre 2025 ha chiuso definitivamente il procedimento penale n. 355/2021 a carico di Federica Dugheria, imputata del reato di calunnia per aver presentato una denuncia ritenuta infondata nei confronti dei soci della società Fabrika 136 S.r.l. in relazione a un episodio dell’8 agosto 2019.
La vicenda nasce da un diverbio avvenuto all’interno del locale, durante il quale la dipendente, secondo quanto poi dichiarato nella denuncia, sarebbe stata minacciata, costretta a firmare le dimissioni per poter uscire dal locale e accusata di aver rubato denaro dopo aver disattivato l’impianto di videosorveglianza. A suo dire, i soci Marco Barulli, Matteo Lancioli, Marino Pompili ed Eleonora Lentini avrebbero tenuto comportamenti penalmente rilevanti, in particolare violenza privata e diffamazione.
Su questa base era stato aperto un primo fascicolo, il procedimento n. 670/2019. Però, già nella fase inquirente quel fascicolo aveva cambiato direzione quando i soci produssero una registrazione audio integrale dell’intero confronto. La trascrizione dettagliata del file, acquisita agli atti, permise agli inquirenti di ricostruire in modo oggettivo il contenuto della discussione e di smentire in più punti la versione fornita dalla denunciante.
Dall’audio emerse infatti che: non vi furono minacce né pressioni tali da costituire violenza privata, la dipendente, dopo aver inizialmente negato, ammetteva spontaneamente di aver disattivato le telecamere interne per permettere l’ingresso di un ex collega senza che fosse ripreso, i soci esprimevano sospetti e preoccupazioni, ma non formulavano accuse di furto come fatti certi e la decisione di dimettersi fu presa dalla stessa Dugheria, seppure in un evidente clima di tensione, ma non risulta imposta come condizione per poter lasciare il locale.
Questo materiale probatorio portò la Gendarmeria prima, e il magistrato poi, a disporre l’archiviazione del procedimento nei confronti dei soci, escludendo qualsiasi responsabilità penale a loro carico.
Da quella archiviazione derivò l’apertura dell’attuale procedimento: secondo la Procura Fiscale, Federica Dugheria avrebbe consapevolmente attribuito reati mai commessi ai suoi ex datori di lavoro, integrando così il reato di calunnia.
Durante l’udienza del 28 novembre, il Procuratore Fiscale Giorgia Ugolini ha ripercorso l’intero percorso istruttorio sottolineando come la denuncia fosse in contrasto con ciò che emergeva dal file audio e con quanto già accertato nella fase inquirente. Per tale motivo ha richiesto una condanna a sei mesi di prigionia, chiedendo simultaneamente di dichiarare l’estinzione del reato poiché prescritto dal 12 febbraio 2025, data calcolata in base al tempo trascorso dall’iscrizione.
La difesa, ovvero i legali avv. Stefania Podeschi e avv. Stefano Pagliai (del foro di Firenze) dal canto suo, ha sostenuto che la donna avesse percepito la discussione come intimidatoria e che la sua denuncia fosse frutto di una convinzione soggettiva, non di dolo. In via principale ha chiesto l’assoluzione, e solo in via subordinata si è associata alla richiesta di prescrizione formulata dal Procuratore del Fisco Ugolini.
Il Commissario della Legge Volpinari, preso atto della scadenza dei termini, ha dichiarato estinto il reato per prescrizione, senza entrare nel merito sulle opposte interpretazioni di accusa e difesa. Si salva, in questo modo, dalla condanna penale l’imputata Federica Dugheria.













