La notte di San Silvestro nel capoluogo emiliano è stata segnata da un massiccio raduno non autorizzato che ha richiesto un importante dispiegamento di forze dell’ordine. Circa tremila persone hanno partecipato a un rave party organizzato all’interno dell’ex caserma Stamoto, una vasta area dismessa situata in zona Massarenti.
L’occupazione e l’intervento della Polizia
Secondo quanto ricostruito, gli accessi della struttura di viale Felsina sono stati forzati per permettere l’ingresso dei partecipanti. L’allarme è scattato grazie alle numerose segnalazioni dei residenti della zona, disturbati dalla musica e dal viavai. La Polizia di Stato è intervenuta prontamente per monitorare la situazione e gestire l’ordine pubblico. Nel corso della nottata e durante le operazioni di controllo, gli agenti hanno provveduto all’identificazione di circa cinquanta persone e hanno rilevato i dati di circa centocinquanta targhe di veicoli presenti nell’area. Il deflusso dei partecipanti è iniziato in maniera consistente già nella mattinata di ieri.
Le reazioni politiche e istituzionali
L’evento ha suscitato immediate prese di posizione da parte del mondo politico. Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, ha condannato fermamente l’accaduto, sottolineando come l’occupazione abusiva di edifici pubblici e il mancato rispetto delle regole non possano essere tollerati. Bignami ha espresso sostegno alle forze dell’ordine, ribadendo la necessità di applicare con rigore le normative vigenti in materia di sicurezza per prevenire simili raduni, definiti un rischio per l’ordine pubblico.
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. Il primo cittadino ha voluto ringraziare le donne e gli uomini della Polizia di Stato per il lavoro svolto durante la notte di festa, rinunciando a trascorrerla con le proprie famiglie per presidiare l’ex area militare. Lepore ha confermato che la situazione si è avviata verso la risoluzione nella giornata di ieri, con l’uscita dei partecipanti dalla struttura sotto la supervisione della Questura.












