Una storia di dolore e di diritti negati quella che vede protagonista Michele Dall’Arno, docente universitario forlivese di 42 anni residente in Giappone dal 2012. Da oltre due mesi, l’uomo vive nell’angoscia di non poter vedere né contattare i suoi tre bambini — Lucia di 7 anni, Lorenzo di 5 ed Emilio di 3 — portati via dalla moglie giapponese lo scorso 31 ottobre.
Per portare all’attenzione delle istituzioni locali la sua vicenda, Dall’Arno è stato ricevuto nei giorni scorsi in Municipio a Forlì dal sindaco Gian Luca Zattini e dal vicesindaco Vincenzo Bongiorno. All’incontro erano presenti anche i genitori di Michele, il legale di fiducia Marco Ghini e il consigliere regionale Luca Pestelli.
La testimonianza: “Non so nemmeno dove siano”
Il racconto del docente di Fisica teorica ha messo in luce una realtà giuridica e sociale complessa. Dall’Arno ha spiegato come la sottrazione dei minori da parte di uno dei coniugi in fase di separazione sia una prassi purtroppo diffusa nel Paese del Sol Levante, finalizzata spesso a ottenere l’affidamento esclusivo. “È una prova durissima — ha confessato il padre — ma non smetterò di lottare. Non so esattamente dove si trovino i miei figli, che hanno la doppia cittadinanza. Ho scoperto che in Giappone ci sono milioni di bambini che crescono senza poter vedere uno dei genitori. Una situazione intollerabile”.
La mobilitazione e il sostegno
Per mantenere vivo il legame, seppur a distanza, e sensibilizzare l’opinione pubblica, Michele ha aperto un canale YouTube (“UnfatheredByJapan”) attraverso il quale invia messaggi ai piccoli e fornisce aggiornamenti sul caso. La vicenda è monitorata anche dal Consolato italiano di Osaka. La battaglia del padre forlivese proseguirà nei prossimi giorni a Roma, dove è previsto un sit-in pacifico davanti all’Ambasciata giapponese.
L’amministrazione comunale di Forlì ha espresso piena solidarietà alla famiglia, sottolineando come la richiesta di Dall’Arno sia un atto di civiltà: garantire ai bambini il diritto fondamentale di crescere con la presenza di entrambi i genitori.












