Da pochi giorni è iniziato l’anno di grazia 2026. A San Marino il nuovo anno è stato accolto come usi e costumi vogliono: musica, balli, botti, spumante e champagne, come se non ci fosse un domani. Bene, consumato il rito pagano, l’anno nuovo ci lascia esattamente le stesse tematiche che hanno caratterizzato il fu 2025.

In primo piano era e rimane l’ormai annoso Accordo di associazione all’Unione Europea, per il quale, il Consiglio Grande e Generale, ha approvato all’unanimità più ordini del giorno e tante forze politiche si sono favorevolmente spese. Dal 2023 stiamo andando avanti a forza di annunci di imminente conclusione dell’Accordo e fissazioni di date continuamente disattese, cosi che a distanza di oltre due anni, nella nostra Repubblica, nessuna nuova è giunta e San Marino, mentre si prepara alla trasformazione del sistema vigente, così come impone l’Accordo, che prevede l’accoglimento di migliaia e migliaia di regole, norme e principi dell’Unione Europea, rimane in attesa delle altrui decisioni.
Ad onor del vero, in effetti una novità è arrivata, l’Accordo è stato dichiarato “misto”, la qualcosa significa, detto in parole povere, che, per essere tale, deve ottenere l’assenso di tutti i 27 Paesi che compongono l’U.E. e che il diniego di uno solo di questi paesi comporterebbe la decadenza dell’Accordo stesso.
Ma nonostante questa complicazione, mentre sono giunte proprio in questi giorni autorevoli parole e consigli avveduti, rispetto alle opportunità di rinnovamento che richiedono responsabilità, visione e PRUDENZA, il temerario Segretario di Stato per gli Affari Esteri, ha annunciato di voler procedere comunque unilateralmente con l’entrata in vigore “provvisoria” dell’Accordo. Sarebbe una mossa politica disperata, che però trascinerebbe tutto il Paese in una situazione ibrida con il rischio di dover procedere a mutamenti radicali del nostro sistema, con la possibilità che l’Accordo non sia approvato da uno dei 27 Paesi e quindi decadrebbe; perciò, non solo non avremmo i nuovi accordi ma avremmo fatto decadere anche quelli attualmente in essere con l’U.E. Un disastro! Per di più perseguito escludendo volutamente i cittadini dalle scelte, ai quali, nonostante si siano mobilitati per richiedere il Referendum, è stato impedito di dire come la pensano, probabilmente ben sapendo che lo scontento per come sono state portate avanti le cose è largamente diffuso nel Paese.
Quindi, noi sammarinesi ci stiamo mettendo il cappio al collo da soli, Non ce lo ha chiesto la stessa Europa; non ce lo hanno chiesto i nostri concittadini perché non hanno potuto; non ce lo ha chiesto il Lichtenstein, che si è subito sfilato dal negoziato; non ce lo ha chiesto Monaco, che, avendo già un accordo soddisfacente con la Francia, ha salutato l’allegra brigata molto presto; non ce lo ha chiesto Andorra, che, ha deciso di subordinare l’entrata in vigore dell’Accordo all’esito del Referendum. Insomma, facciamo tutto da soli e soli siamo rimasti con il cerino acceso in mano. E’ incredibile!
Possibile che nel grigiume del panorama politico sammarinese non ci sia nessuno che avverta il grave pericolo che stiamo correndo come Paese? Possibile che in Consiglio Grande e Generale non vi siano voci che in modo deciso si dissocino da una politica irrazionale e smettano di fare da paravento a coloro i quali sono i veri responsabili di questo andamento che sta mettendo in serio rischio la sovranità, l’identità, la neutralità e la storia della Repubblica di San Marino?
Stento addirittura a riconoscere talune forze politiche per come le ho conosciute io attraverso i personaggi che nel corso della mia non breve vita politica ho incontrato. Erano sicuramente conservatori, con i quali a volte non mi sono certamente trovato d’accordo, ma erano conservatori illuminati. Eppoi, noi sammarinesi, abbiamo il dovere di conservare, nel senso più nobile della parola, questa Terra, la nostra storia, le nostre tradizioni, la nostra identità e la nostra sovranità, pena l’annullamento della ragion d’essere la Repubblica di San Marino, l’omologazione geopolitica e la condanna all’irrilevanza più assoluta.
Come se tutto ciò non bastasse, nel 2026 ci porteremo dietro gli strascichi e gli effetti di quel che è successo nella vicenda della questione “Confuorti” e sue diramazioni. Una brutta storia che ha visto protagonisti in combutta dirigenti di banca, imprenditori, politici e giudici, con l’obiettivo, da quel che si è ascoltato in TV e letto sui giornali quotidiani cartacei e non, relativamente alla cronaca giudiziaria, di impadronirsi del sistema San Marino. Un fatto gravissimo, che ha soprattutto messo in evidenza la debolezza e vulnerabilità della politica che, quando non è stata complice, si è rivelata quanto meno sprovveduta e superficiale.
Ma l’anno passato ci lascia in eredità un atro fattarello dai contorni ancora tutti da definire sul piano delle responsabilità personali, ma già abbastanza chiaro nelle sue linee fondamentali, Mi riferisco alla tentata vendita di Banca di San Marino ad un gruppo bulgaro, presentata come positiva da molti durante le assemblee dei soci. Sta di fatto che c’è una inchiesta del Tribunale, sono scattati arresti per alcune persone, lo scandalo è andato sui giornali all’estero, mentre nel nostro Paese è invece calato il silenzio. Tutto è avvolto dal segreto. Da un po’ di tempo a questa parte a San Marino tutto viene segretato, Consigli, Commissioni, accordi internazionali. C’è una gran paura di fare sapere ai cittadini le cose. Per il caso sopra citato, come detto, sono scattate misure cautelari per alcune persone, ora a nessuno passa per la mente di entrare nella fase istruttoria che va rispettata, ma far sapere ai cittadini chi siano i personaggi colpiti da misure cautelari e quali siano i reati per i quali è stato aperto un fascicolo in Tribunale, credo dovrebbe essere doveroso, data l’importanza del caso che direttamente o indirettamente riguarda i sammarinesi e il sistema bancario in generale. Invece nulla. Tutto è ovattato. Tutto è silenzio. I cittadini non devono sapere, non devono vedere, non devono votare, tranne che per le elezioni politiche generali. In quel caso vanno bene!
A proposito del passato, i così detti “vecchi” della politica non erano tanto diversi dai “nuovi”, anzi, direi che a ragion veduta si può ben parlare di una nuova questione morale, ben più sfacciata e disarmante della vecchia. Personalmente, oltre a capire che in passato c’erano onesti e disonesti, esattamente come oggi, il passaggio dal vecchio al nuovo si distingue soprattutto dal fatto che ieri i sammarinesi avevano meno problemi di quanti non ne abbiano oggi.
Quindi il 2026 si preannuncia pieno di problematiche e molti si affidano a parole d’ordine ormai sdoganate per affrontare il futuro che è pieno di insidie e così si parla di multilateralismo inteso come governance internazionale, anche se molti non sanno bene che cosa possa significare applicato a micro-realtà come San Marino. Ad esempio, Papa Benedetto XVI°, della multiculturalità, che è un aspetto fondamentale del multilateralismo, ci ha lasciato detto: “La multiculturalità che viene continuamente e con passione incoraggiata e favorita, è talvolta soprattutto abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga delle cose proprie. Ma la multiculturalità non può sussistere senza costanti in comune, senza punti di orientamento, a partire dai valori propri.” Parole chiare e non interpretabili che dovrebbero fare riflettere coloro i quali hanno nelle loro mani le sorti della nostra Repubblica. L’unanimismo è sempre fonte di compromessi più o meno possibili e mai portatore di libertà e di democrazia vere.
D’altronde il Governo non appare così stabile come vorrebbe far credere. Durante il dibattito sul Bilancio dello Stato, in Consiglio Grande e Generale, in seduta pubblica, è scoppiata una vera resa dei conti tra maggioranza e Governo e tra membri dell’Esecutivo schierati l’uno contro l’altro. Minacce, richieste di dimissioni, risposte piccate e silenzi che hanno pesato molto di più delle parole. Quindi, se questo è ciò che il 2025 ci ha lasciato, c’è da scommettere che il 2026 sarà l’anno del chiarimento definitivo.
Ed infine vorrei prendere come auspicio alcuni passi del messaggio di saluto degli Eccellentissimi Capitani Reggenti rivolto ai sammarinesi il 31 Dicembre 2025: “Siamo consapevoli che una nuova stagione debba aprirsi in tutti i settori dello Stato….La politica deve operare come fattore di sintesi, coinvolgendo in modo consapevole e costruttivo tutte le forze sociali, economiche e sindacali del Paese perché solo attraverso una visione condivisa sarà possibile valorizzare le opportunità derivanti dal rapporto con l’Unione Europea.”
Concordo pienamente, solo, penso, che prima ancora di tutti gli altri, avrebbero dovuto essere coinvolti i cittadini sammarinesi, cosa che, purtroppo, per la nostra sempre richiamata democrazia, non è avvenuta!
Augusto Casali











