San Marino. Per il Segretario Ciacci il 2026 sarà l’anno del fare (non è che abbia scherzato nel 2025)

Il 2026, per il Segretario al Terriorio ed Ambiente Matteo Ciacci, non sarà l’anno degli annunci ma quello della messa a terra.

È questo il messaggio che il Segretario ha consegnato al suo staff e al partito: continuità amministrativa, cantieri che avanzano, riforme che entrano a regime.

Nessun cambio di rotta, nessuna fuga in avanti.

La linea è chiara: capitalizzare quanto avviato, chiudere i dossier aperti e rendere irreversibili le scelte fatte sulla pianificazione, sulle opere pubbliche e sulla gestione del territorio.

Il focus politico è netto.

La Segreteria Territorio e Ambiente rivendica di aver messo in moto la macchina pubblica e ora punta a consolidare risultati misurabili:

opere che si vedono,

regole che tengono,

programmazione che non salta a ogni cambio di stagione politica.

Il 2026 viene impostato come anno di esecuzione, non di sperimentazione:

dalla pianificazione strategica territoriale alla politica abitativa,

dalla riorganizzazione dell’AASLP alla manutenzione diffusa, fino al principio, rivendicato senza retorica, di un intervento concreto in ogni Castello.

La bussola resta quella indicata fin dall’inizio:

meno gestione emergenziale,

più governo del territorio;

meno discrezionalità,

più procedure;

meno propaganda,

più cantieri aperti e conclusi.

In sintesi, una linea amministrativa tradizionale nel metodo ma moderna negli strumenti, che mira a lasciare atti, infrastrutture e regole, non slogan.

Il 2026, nelle intenzioni di Ciacci, serve esattamente a questo: dimostrare che la fase non era transitoria, ma strutturale.

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