Sergio Pizzolante sui fatti di CRANS MONTANA

L’Italia modello di giustizia?
Questo no.
L’ambasciatore italiano dice che in Italia i gestori del locale maledetto sarebbero già in galera.
Giornalisti, conduttori televisivi, politici, gli fanno il verso: in Italia in galera! Galera!
E il sindaco? In galera!
Sia chiaro, ci andranno, molto probabilmente ci andranno. Una tragedia immane. Un locale indecente. Con sistemi di sicurezza inesistenti.
La Svizzera del silenzio e della perfezione che sprofonda nell’ imperfezione atroce del silenzio per sempre a 18 anni.
Ma l’Italia modello della carcerazione preventiva no!
Questi che vogliono il colpevole subito appeso al palo, no.
Questi che sanno improvvisamente tutto, esperti di sicurezza, di diritto, di carcere, con la bava alla bocca. No!
Le retate all’italiana no.
L’Italia è il peggio in Europa per la carcerazione preventiva, per la condizione delle carceri, per la carcerazione facile, per gli errori giudiziari, per la percentuale di assoluzione dopo gli arresti.
La peggiore.
Non un modello.
E i talk italiani sono i peggiori.
Con più bava alla bocca.
Riflettiamo. Su tutto. Però. Con giudizio e compassione.
Sui sistemi di sicurezza, sulle responsabilità dei gestori, sui locali, sui modelli di divertimento, sulle responsabilità degli amministratori, delle forze dell’ordine e di sicurezza, e sui nostri ragazzi che mettono insieme champagne e fuoco, e che filmano gli incendi con i telefonini.
Riflettiamo seriamente.
E distinguiamo fra il dolore, anche urlato, delle mamme e dei parenti e delle persone normali, che hanno tutto il diritto di urlare e la bava alla bocca di conduttori televisivi e giornalisti e politici che speculano sul dolore.
Lo scopo deve essere uno, non deve accadere più. L’ansia deve essere per questo.
Prima dell’audience.
E piangiamo questi ragazzi e per queste famiglie prima di cercare spasmodicamente la corda dell’impiccato.
La corda ci sarà. Ci sarà.
Con calma. Farete cento puntate talk. Scorrerà molta pubblicità. Nasceranno carriere.
Ma adesso silenzio.
Sergio Pizzolante