Rimini, ospedale Infermi sold out: influenza satura i reparti, occupati 545 letti su 550

L’Ospedale Infermi di Rimini ha virtualmente esaurito la propria capacità ricettiva. L’ondata influenzale post-natalizia ha investito la struttura sanitaria con una tale virulenza da portare al riempimento della quasi totalità dei posti letto disponibili. La situazione, fotografata nella giornata di oggi, giovedì 8 gennaio, descrive uno scenario di saturazione tecnica che ha costretto la direzione ad attivare misure straordinarie di gestione degli spazi.

I dati sono eloquenti e testimoniano la pressione a cui è sottoposto il nosocomio: su una dotazione complessiva di 550 posti letto, ben 545 risultano occupati. La direttrice dell’ospedale, Francesca Raggi, ha confermato che la struttura è sostanzialmente piena. Non sono bastati i reparti ordinari di medicina interna e le specialistiche come cardiologia, gastroenterologia e malattie infettive per contenere i ricoveri; per far fronte all’emergenza, la direzione sanitaria ha dovuto disporre letti d’appoggio anche all’interno dei reparti di chirurgia, espandendo la capacità ricettiva oltre i confini abituali.

A determinare questo “tutto esaurito” è l’afflusso continuo dal Pronto Soccorso, che sta viaggiando su ritmi estivi. Tiziana Perin, responsabile della Medicina d’urgenza, segnala circa 300 accessi giornalieri, un volume imponente che si traduce in un tasso di ricovero del 22%. Il sistema fatica a smaltire i nuovi ingressi proprio a causa della mancanza di letti ai piani superiori.

A preoccupare non è solo la quantità, ma la gravità dei casi, che riguarda soprattutto anziani e soggetti fragili non coperti dal vaccino antinfluenzale. Attualmente, otto pazienti si trovano in condizioni critiche suddivisi tra la rianimazione (due casi) e la terapia sub-intensiva (sei casi), necessitando di ventilazione artificiale. Per tentare di alleggerire la pressione e liberare risorse, l’ospedale sta lavorando in stretta sinergia con i servizi territoriali e le altre strutture della provincia, accelerando le dimissioni ove possibile e affidando i pazienti alle cure domiciliari o a centri intermedi.