Rimini rivive il passaggio del Rubicone: sabato la rievocazione con la Legio XIII in centro storico

La storia torna protagonista nel cuore di Rimini per celebrare uno degli eventi che hanno segnato in modo indelebile il destino dell’antichità e dell’Occidente. Sabato 10 gennaio, la città ospiterà la rievocazione storica dell’ingresso di Giulio Cesare, avvenuto subito dopo il fatidico attraversamento del fiume Rubicone. L’iniziativa, che unisce rigore filologico e spettacolo, vedrà i rievocatori della Legio XIII animare le vie del centro.

Il programma della manifestazione avrà inizio alle ore 16.00 presso l’invaso del Ponte di Tiberio. In questa suggestiva cornice si terrà la presentazione del gruppo storico, seguita dall’esecuzione di manovre militari tipiche dell’epoca romana. Successivamente, intorno alle 16.45, si formerà un corteo che percorrerà il Corso d’Augusto, ricalcando il tracciato dell’antico Decumano Massimo. La marcia dei legionari si concluderà verso le 17.00 in piazza Tre Martiri, luogo simbolico dove sorge il cippo rinascimentale (indicato nel testo come medievale, ndr) che commemora l’evento. Qui, alla presenza dell’assessore Andrea Morolli, andrà in scena la rievocazione dei fatti accaduti quel gelido 10 gennaio del 49 a.C., momento cruciale che diede il via alla guerra civile e alla trasformazione della Repubblica in Impero.

La Legio XIII Gemina occupa un posto speciale nella biografia di Cesare. Fu un’unità militare voluta personalmente dal condottiero, alla quale egli legò il simbolo del leone, animale totemico che, secondo la leggenda, gli apparve in sogno sotto forma di un cucciolo già capace di difendere il proprio territorio. Non è un caso che fu proprio questa l’unica legione scelta da Cesare per compiere l’atto di disubbidienza al Senato romano, varcando il confine sacro del Rubicone e attestandosi a Rimini (l’antica Ariminum). Le cronache del tempo raccontano che fu proprio nell’attuale piazza Tre Martiri, all’epoca il foro cittadino, che il generale convocò la popolazione e arringò i suoi fedelissimi soldati, pronunciando il celebre discorso che sancì l’inizio della sua ascesa al potere assoluto.