Un pezzo di storia della tradizione gastronomica riminese se ne va. Si è spenta all’età di 95 anni Palmina Piscaglia, volto simbolo e colonna portante della Trattoria Delinda. La donna, che ha dedicato la sua vita ai fornelli e all’accoglienza, lascia un vuoto incolmabile nella comunità e nella famiglia che ha guidato l’attività per decenni.
Il suo percorso all’interno del locale era iniziato nei primi anni Sessanta, epoca in cui la gestione era ancora affidata alla suocera. Fu proprio Palmina a imprimere una svolta decisiva all’offerta culinaria, introducendo nel menu le tagliatelle fatte a mano e costruendo, giorno dopo giorno, quell’identità di cucina schietta e riconoscibile che ancora oggi definisce il ristorante. La figlia Marina Canducci ha ricordato come la madre sia stata una maestra non solo tecnica ma anche umana, capace di trasmettere l’arte della pazienza, la gentilezza verso i clienti e un profondo rispetto per ogni ingrediente, dalle uova al pane.
La sua filosofia ai fornelli era dettata dall’esperienza più che dai manuali. I familiari descrivono una cuoca capace di lavorare “a occhio” grandi quantitativi di impasto per i passatelli con la sicurezza e la naturalezza di chi possiede il mestiere nelle mani. Palmina amava raccontare le origini umili dell’attività, nata offrendo semplicemente un fiasco di vino e un pasto ai viandanti, e ha mantenuto questo spirito di genuinità fino agli ultimi anni.
Oggi l’eredità di Palmina è saldamente nelle mani delle nuove generazioni. I figli Marina, Pierpaolo e Marco, insieme ai nipoti cresciuti tra i tavoli della trattoria, hanno ribadito l’impegno a portare avanti il lavoro seguendo gli insegnamenti ricevuti. La volontà è quella di preservare non solo le ricette, ma anche il valore dell’unità familiare e la dedizione verso una cucina semplice e ben fatta, mantenendo vivo il ricordo di chi ha reso la Trattoria Delinda un punto di riferimento per il territorio.












