Un “no” deciso, argomentato e privo di pregiudizi ideologici, ma fermo nella difesa dell’identità territoriale. Il Comune di Bagno di Romagna scende nuovamente in campo contro il progetto del Parco Eolico “Monte Còmero” nella sua attuale configurazione, denunciando un impatto che rischia di essere devastante per gli equilibri ambientali ed economici della vallata.
In una nota diffusa oggi, l’Amministrazione guidata dal sindaco Enrico Spighi rende noti i contenuti della lettera inviata ieri ai vertici di Regione Emilia-Romagna, ARPAE e Governo. La posizione è netta: ferma contrarietà a un’opera che, secondo il primo cittadino, “avrà un impatto dannoso per il territorio di Bagno di Romagna come immagine turistica, di impatto paesaggistico ed ambientale e sulle prospettive socioeconomiche del tessuto locale”.
Sotto accusa è soprattutto la logistica del cantiere, definita “dirompente” per l’intero comune. Il piano prevede infatti aree di stoccaggio presso il Terme Club, allargamenti stradali con conseguente taglio di alberature, spostamento di pali dell’illuminazione e il passaggio di mezzi eccezionali direttamente nei centri abitati. A ciò si aggiungerebbe una nuova viabilità d’altura sul Monte Còmero, realizzata attraverso l’esproprio di tutte le aree private coinvolte. Una trasformazione radicale che, secondo il Municipio, rischia di compromettere per anni la vocazione naturalistica della zona.
L’Amministrazione evidenzia inoltre una palese contraddizione politica: l’intervento industriale massiccio, previsto a ridosso di foreste protette e siti di interesse comunitario (SIC), appare incompatibile con le strategie nazionali di rilancio delle aree interne (STAMI) che puntano invece su turismo sostenibile e residenzialità. Non manca una stoccata sul metodo: il Comune denuncia l’arrivo di notifiche e atti a ridosso delle festività natalizie, una tempistica letta come un tentativo di comprimere i tempi di analisi per cittadini e istituzioni. Per garantire trasparenza, la lista delle proprietà destinate all’esproprio è stata pubblicata sul sito istituzionale; i proprietari avranno tempo fino al 16 febbraio per presentare osservazioni.
Nonostante la chiusura sul progetto attuale, Bagno di Romagna non rifiuta la transizione ecologica. “Siamo pienamente favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili”, precisa il sindaco, ricordando l’impegno per la costituzione di una Comunità Energetica (CER). L’apertura resta valida per soluzioni logistiche alternative o percorsi condivisi che portino reali benefici alla comunità locale, senza però sacrificare l’identità della montagna.












