San Marino. L’ASTROLABIO – “C’è da Stare Poco Allegri!” … di Augusto Casali

Il 2025 è appena passato ma il 2026 si presenta in modo preoccupante. In questi giorni, l’Osservatorio Federconsumatori, ha disegnato uno scenario cupo per l’Italia: ci sarà una nuova ondata di aumenti e il saldo finale per le famiglie potrebbe tradursi in un aggravio di spesa di circa 700 euro annui. Ovviamente a pesare sulle tasche dei cittadini sarà in particolare il carrello della spesa, già colpito da aumenti consistenti negli ultimi anni. L’analisi di lungo termine aggrava la percezione della pesante problematica, in quanto si innesta su un tessuto economico già logorato, in quanto, negli ultimi cinque anni, la spirale dei prezzi ha enormemente eroso il potere d’acquisto delle famiglie per una cifra complessiva superiore ai 5.500 euro annui. Ovviamente, di riflesso, tutto ciò colpirà anche il nostro Paese, come è sempre avvenuto, poiché pienamente coinvolto nel sistema distributivo e con pochi anticorpi a disposizione.

L’ex Segretario di Stato agli Esteri (anche) Augusto Casali

Siamo nel bel mezzo di una tempesta perfetta: Ci sono in corso nel mondo poco meno di 60 guerre; le grandi potenze stanno modificando gli equilibri geopolitici, con tutte le conseguenze del caso; lobby affaristiche, banche, multinazionali e poteri forti mirano a sbaragliare la concorrenza e ad accrescere il loro potere e, sullo sfondo, domina l’ipotesi della terza guerra mondiale.

La globalizzazione ha prodotto “vincitori” ma anche “vinti”. Se è vero che ha permesso a fasce di popolazione mondiale di usufruire di cibo, acqua potabile e servizi sanitari accettabili, ha però diffuso l’idea della economia globalizzata, ma non come vettore di benessere per tutti. A questo punto mi corre l’obbligo di fornire alcuni dati, me ne scuso, ma prego di leggerli molto attentamente e alla fine di unire tutti i puntini per comprendere meglio il momento che stiamo vivendo.

Bene, se è vero ciò che ci dice la Banca Mondiale, ovvero che 700 Milioni di persone vivono con meno di 2,15 dollari al giorno (una violazione della dignità umana), e la povertà infantile colpisce 333Milioni di bambini, è chiaro che nel mondo c’è qualcosa di profondamente ingiusto.

E in Europa? Nella tanto agognata Unione Europea alla cui associazione tanto ambisce il nostro Governo?

I dati ufficiali ci dicono che nel 2024 erano 93,3 Milioni i cittadini a rischio di povertà o esclusione sociale, pari al 21% della popolazione, la qualcosa, se non viene affrontata seriamente, potrebbe tramutarsi in una minaccia sociale e si potrebbero aggravare le tensioni politiche interne ai vari paesi. Lo stesso asse franco/tedesco, che ha caratterizzato le politiche europee per tanti anni, oggi, sono entrate in crisi profonde, vittime delle politiche da loro stesse ispirate. D’altronde, la Commissione Europea, composta da “nominati” ed eletti da nessuno, ha seguito traiettorie incomprensibili per chi ragiona in termini di interesse collettivo. Si è persa in regole e regolette di cui i paesi dell’U.E. hanno dovuto fare indigestione e nulla hanno fatto per tentare di evitare almeno la guerra Russia/Ucraina e per la sicurezza, dovendosi poi risvegliare dal lungo letargo quando altri, intenti a creare un nuovo ordine geopolitico, l’ha marginalizzata.

La verità è che l’Europa e il suo vertice inseguono un loro mondo parallelo, privo di realismo, dove si sono sempre usati due pesi e due misure. Una delle ultime perle dell’Unione Europea, è stato il Green Deal, perché se è vero che l’ambiente va preservato, è altrettanto vero che non lo si può fare da soli, quando i maggiori paesi emettitori inquinanti mondiali, come Stati Uniti, India, Russia e Cina si sono chiamati fuori da questa traiettoria. E soprattutto non lo si può fare con imposizioni ai paesi europei di tempistiche rigide, senza differenziazioni rispetto alla collocazione geografica e senza tenere conto degli effetti distorsivi che le norme creeranno sulla pelle dei cittadini. Infatti, l’ambiente va difeso ma vanno difesi anche i cittadini e le loro finanze. Si tratta di una questione di equilibri che la Commissione Europea, forse alla ricerca di altri obiettivi, non ha saputo o voluto trovare.

Tutto ciò si inserisce in un contesto che, tra l’altro, come abbiamo visto, non è dei più rosei. Ma venendo più vocino a noi, la Ventesima Edizione del Rapporto Caritas sulla povertà in Italia, ci dice che sono in povertà assoluta 5,7 milioni di persone, pari a 2,2 milioni di famiglie. La povertà è cresciuta del 40% negli ultimi 10 anni e il lavoro non basta più per una vita dignitosa. La rete della Caritas, nel 2024, ha accolto 277,775 famiglie, Ecco, io vorrei sapere come faranno tutte le famiglie in povertà citate nei dati che riguardano l’Europa a permettersi, ad esempio, il cappottino termico alle loro abitazioni, se le possiedono.

Ed infine, San Marino. Nel nostro Paese la povertà non è indigenza assoluta ma povertà da reddito. Ci sono circa 300 famiglie che faticano a coprire le spese mensili (affitti, mutui e bollette). La Caritas segue oltre 90 famiglie, che corrispondono a più di 200 persone, con trend in crescita rispetto agli anni precedenti. Mi chiedo, ma se noi, con l’Accordo di associazione, dobbiamo allinearci alle normative europee, come faranno i nostri concittadini ad ottemperare alle norme energetiche previste dall’Unione Europea e fare il capottino termico (stimato mediamente in 70/80 mila euro) alle nostre case?  Non ci possiamo permettere, data la situazione economica esistente, dinamiche che potrebbero produrre distorsioni gravi, mettendo in difficoltà i nostri concittadini. Attenzione: il nostro Paese non può permettersi leggerezze.

Casomai, dovremmo ridurre le disuguaglianze tra cittadini anziché favorire politiche che le aumentano, perché è molto pericoloso per il tessuto sociale sammarinese.

Attenzione, cittadini della Repubblica di San Marino. Vigilate!!!