Si riaccende il dibattito sulla sostenibilità economica del modello turistico riminese a seguito di una nuova segnalazione riguardante tariffe alberghiere eccessivamente basse. A riportare l’attenzione sul fenomeno è stato ieri, domenica 11 gennaio, il consulente del settore alberghiero Mauro Santinato, che ha evidenziato la presenza sui portali di prenotazione online di un’offerta per una camera doppia con colazione inclusa in un hotel a quattro stelle al costo di soli 18 euro.
L’episodio riporta alla mente le polemiche già vissute nella primavera del 2025, quando fecero scalpore le camere proposte a 5 euro. Attraverso un intervento sui canali social, Santinato ha analizzato le implicazioni di una simile politica di prezzo, interrogandosi sulla fattibilità economica dell’operazione. Il consulente ha messo in dubbio la qualità del servizio e della colazione che possono essere garantiti a fronte di un incasso così esiguo, chiedendosi quale tipo di esperienza venga offerta all’ospite e, soprattutto, quale margine di guadagno possa rimanere all’impresa una volta sottratti i costi vivi.
La riflessione si estende all’intero ecosistema ricettivo locale: se una struttura di fascia alta posiziona la propria offerta a 18 euro, si crea una pressione insostenibile sui listini degli alberghi a due o tre stelle. Considerando che dalla cifra lorda vanno dedotte le commissioni delle piattaforme digitali e la tassa di soggiorno, il margine operativo rischia di azzerarsi. Secondo l’analisi dell’esperto, il problema non riguarda la semplice competitività di mercato, ma la tenuta stessa del sistema turistico cittadino: a queste condizioni diventa impossibile valorizzare il personale, mantenere gli standard qualitativi promessi dalla categoria e recuperare gli investimenti strutturali.
In conclusione, Santinato ha invitato a una lettura più critica dei dati statistici di fine stagione. Piuttosto che celebrare i record di presenze, il consulente suggerisce di valutare il fatturato reale generato e il valore economico che rimane effettivamente sul territorio. Il rischio, secondo la sua visione, è quello di aver confuso negli ultimi anni il tasso di occupazione delle camere con la reale redditività delle imprese, delineando uno scenario che dovrebbe preoccupare l’imprenditoria locale.











