Striscia di Gaza, svolta politica: Hamas pronta a sciogliere il governo per il piano Trump… Ma non ha ancora deposto le armi

Importanti novità giungono dal Medio Oriente riguardo al futuro assetto amministrativo della Striscia di Gaza. Il gruppo Hamas ha comunicato la propria disponibilità a sciogliere l’attuale governo e a trasferire i poteri, ponendo però una condizione imprescindibile: l’insediamento effettivo del comitato direttivo previsto dal piano di pace promosso dal presidente statunitense Donald Trump.

Le intenzioni del movimento sono state diffuse nella giornata di ieri, domenica 11 gennaio, attraverso un messaggio video del portavoce Hazem Kassem. Secondo quanto emerso, la dirigenza avrebbe già impartito disposizioni precise a tutti gli enti e le agenzie governative locali affinché si preparino al passaggio di consegne. La decisione viene descritta dai vertici del gruppo come definitiva e orientata al superiore interesse nazionale, con l’obiettivo di agevolare l’operatività della futura agenzia palestinese che dovrà subentrare nella gestione del territorio.

Restano tuttavia numerose incognite sulle tempistiche e sulle modalità di questa transizione. Al momento non è stata fissata una data certa per il cambio di amministrazione, né sono stati resi noti i nomi dei componenti del futuro esecutivo. Si ipotizza che Hamas e l’Autorità Nazionale Palestinese possano convergere su figure tecniche e non politiche, ma i dettagli non sono ancora stati definiti. Un ulteriore nodo da sciogliere riguarda il ruolo di Stati Uniti e Israele nella validazione dei membri del Consiglio di Pace, l’organismo che dovrà supervisionare il rispetto del cessate il fuoco scattato il 10 ottobre scorso, incluse le delicate questioni del disarmo delle milizie e dell’ingresso di una forza di sicurezza internazionale.

Mentre sul campo proseguono le operazioni israeliane finalizzate al recupero delle spoglie dell’ultimo ostaggio rimasto nell’enclave, sul fronte diplomatico si intensificano i lavori per passare alla seconda fase della tregua. A tal fine, una delegazione di Hamas è in viaggio per tenere colloqui strategici con i funzionari dei paesi mediatori, ovvero Egitto, Qatar e Turchia.