Cronaca. Garlasco, sviluppi sul caso: nuove analisi sui monili della vittima e la difesa televisiva di Sempio

Torna a scuotere l’opinione pubblica il caso dell’omicidio di Garlasco, con due distinti filoni di notizie emersi nella giornata di ieri, domenica 11 gennaio. Da un lato si registrano novità sul fronte scientifico che potrebbero riaprire la partita processuale per Alberto Stasi; dall’altro, Andrea Sempio, l’uomo finito sotto la lente degli inquirenti nelle fasi successive, ha scelto il mezzo televisivo per rompere il silenzio e difendere la propria posizione.

Riguardo agli accertamenti tecnici, l’attenzione si è concentrata sui preziosi che Chiara Poggi indossava nel momento in cui fu uccisa il 13 agosto 2007. Secondo quanto trapelato, le recenti analisi condotte su questi reperti avrebbero fornito riscontri significativi. Il consulente della famiglia, Dario Redaelli, pur mantenendo il riserbo sui dettagli specifici, ha fatto sapere che gli esami hanno prodotto i risultati attesi. Tali elementi sono destinati a confluire in una possibile istanza di revisione del processo a carico di Stasi, con l’obiettivo di sottoporre ai giudici dati inediti da valutare attentamente.

Parallelamente, Andrea Sempio è intervenuto per la prima volta come ospite nella trasmissione “Verissimo”. Il 37enne, amico del fratello della vittima e coinvolto nelle nuove indagini, ha commentato l’iter giudiziario che lo riguarda, in particolare dopo l’incidente probatorio svoltosi lo scorso 18 dicembre. Sempio ha descritto il percorso legale come lineare, spiegando di essere in attesa degli esiti degli accertamenti. Sebbene ritenga probabile un passaggio all’udienza preliminare, l’uomo si è mostrato fiducioso, puntando al proscioglimento totale per l’assenza, a suo dire, di elementi concreti necessari per proseguire nel processo.

Nel corso dell’intervista, per la quale ha precisato di non aver percepito alcun compenso, Sempio ha affrontato anche l’aspetto mediatico e personale della vicenda, definendo il 2025 come l’anno più difficile della sua vita. Ha confessato di sentirsi percepito come un colpevole desiderato da una parte dell’opinione pubblica, lamentando il clima da tifoseria che si è creato attorno al caso. In particolare, ha evidenziato l’ostilità riscontrata sui social network, dove, secondo il suo racconto, molti utenti sembrano sperare in una sua condanna a prescindere dalle notizie che emergono a suo favore.