A lezione di astrofisica, ma a 1400 metri sotto la roccia, nel cuore della montagna dove si indaga l’invisibile. È l’esperienza straordinaria che attende centinaia di studenti delle scuole superiori, pronti a varcare virtualmente la soglia dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. L’iniziativa, annunciata in un comunicato diffuso oggi dal Gruppo Hera, segna il ventesimo anniversario del progetto di divulgazione “Un pozzo di scienza” e promette di trasformare una mattinata scolastica in un viaggio al centro della ricerca mondiale.

L’appuntamento è fissato per martedì prossimo, 20 gennaio, dalle 10.00 alle 12.00. Un collegamento in diretta permetterà a docenti e alunni di esplorare il più importante centro di ricerca sotterraneo al mondo, gestito dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN). La risposta degli istituti romagnoli è stata immediata: ad oggi risultano già iscritte 16 classi del territorio, per un totale di oltre 300 studenti pronti a connettersi. Nel dettaglio, parteciperanno 9 classi da Forlì (200 alunni), 3 da Cesena (65 alunni), 2 da Ravenna (38 alunni) e una da Rimini (26 alunni).
I Laboratori, situati nelle viscere del massiccio appenninico, offrono condizioni uniche: lo strato di roccia scherma i raggi cosmici, creando il “silenzio cosmico” necessario per osservare fenomeni rarissimi. Qui, oltre mille ricercatori provenienti da 30 Paesi studiano i neutrini, la materia oscura e l’asimmetria tra materia e antimateria, cercando risposte sui mattoni fondamentali dell’universo e sulle reazioni nucleari che avvengono nel Sole.

“I nostri Laboratori Nazionali del Gran Sasso sono un luogo unico al mondo per studiare i segreti dell’universo da una prospettiva che forse pochi immaginerebbero”, afferma Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN e professore all’Università di Bologna. “Aprirli agli studenti significa offrire loro un’occasione concreta di entrare in un grande laboratorio scientifico e scoprire come nasce e funziona la ricerca di frontiera. Ai giovani studenti e studentesse dico di credere nei propri sogni e lavorare per realizzarli e, se la loro passione è capire come funziona l’universo, l’INFN è il posto giusto”.
L’evento non è solo una vetrina accademica, ma un ponte verso il futuro: le tecnologie sviluppate in questi contesti estremi trovano spesso applicazione nella medicina, nell’industria e nell’informatica, come dimostrano i sistemi di calcolo avanzati del CNAF di Bologna. Le iscrizioni per partecipare a questa lezione speciale sono ancora aperte, offrendo alle scuole un’opportunità last-minute per avvicinare i ragazzi alla “big science” internazionale.











