Tensione alta nel distretto della moda tra la Romagna e la Lombardia, dove i lavoratori del gruppo Aeffe hanno incrociato le braccia per protestare contro il piano di ridimensionamento del personale annunciato dall’azienda. La vertenza coinvolge marchi storici come Alberta Ferretti, Moschino, Philosophy e Pollini.

La giornata di ieri è stata segnata da uno sciopero accompagnato da presidi organizzati davanti alle sedi operative di San Giovanni in Marignano, nel Riminese, e a Milano. Al centro della contestazione vi è la procedura di licenziamento collettivo che riguarda complessivamente 221 dipendenti: il taglio più consistente, pari a oltre 170 unità, interesserebbe lo stabilimento romagnolo, mentre in Lombardia sono a rischio più di 48 posizioni. La mobilitazione si è svolta in concomitanza con un incontro al Ministero del Lavoro che, tuttavia, non ha portato a sviluppi significativi rispetto alla linea aziendale.
Sulla gestione della crisi, la Filctem-Cgil di Rimini ha espresso forte preoccupazione, sottolineando come la proprietà abbia finora respinto le proposte sindacali alternative. Secondo la ricostruzione della sigla sindacale, non sarebbero state prese in considerazione opzioni come la proroga degli ammortizzatori sociali oltre la scadenza del 12 gennaio, né strumenti meno traumatici quali incentivi all’esodo volontario, scivoli pensionistici o servizi di ricollocamento.
Nella mattinata di oggi, la vertenza ha visto l’intervento diretto delle istituzioni regionali. L’Assessore regionale al Lavoro, Giovanni Paglia, e la consigliera regionale del Partito Democratico, Emma Petitti, si sono recati al presidio dei lavoratori davanti ai cancelli di San Giovanni in Marignano. Petitti ha evidenziato la gravità della situazione, ricordando che questi nuovi esuberi si sommano ad altri 150 posti persi nel comparto moda locale dall’inizio del 2025. La consigliera ha inoltre posto l’accento sull’impatto sociale della crisi, che colpisce prevalentemente l’occupazione femminile.
La Regione Emilia-Romagna ha annunciato l’intenzione di attivarsi immediatamente. L’obiettivo dichiarato è l’apertura, già a partire da domani, di un tavolo di crisi territoriale per sostenere le istanze dei dipendenti e tutelare la continuità del sito produttivo.











