È ripreso ieri mattina davanti alla Corte d’Assise di Rimini il processo per l’omicidio di Pierina Paganelli, che vede come unico imputato il 34enne senegalese Louis Dassilva. La sesta udienza è stata caratterizzata da un acceso confronto su elementi tecnici e testimonianze chiave, spaziando dall’analisi dei filmati di videosorveglianza alle dinamiche relazionali tra l’imputato e la nuora della vittima.
Al centro del dibattimento è tornato il video registrato dalla “cam3” della farmacia San Martino. Emanuele Neri, residente nel complesso di via del Ciclamino, ha ribadito in aula di riconoscersi nella figura ripresa dalla telecamera nei minuti successivi al delitto, una posizione che contrasta con l’ipotesi accusatoria che identifica quel soggetto nell’imputato. La testimonianza di Neri è stata confermata dalla moglie, Ilenia Mercatelli, che ha ricostruito gli spostamenti della coppia quella sera, riferendo di aver trascorso del tempo al bar del complesso residenziale e di essere rientrata prima del marito. Neri ha specificato di essere passato sotto il tunnel adiacente alla farmacia e, pur ammettendo di non avere una certezza assoluta su ogni singolo frame mostrato durante le indagini, ha confermato la propria convinzione di essere l’uomo nel video.
Tuttavia, questa versione è stata messa in discussione dalla deposizione tecnica di Fabrizio Adamo, consulente della Polizia Scientifica. L’esperto ha illustrato i risultati dell’esperimento giudiziario condotto per analizzare la pigmentazione del soggetto ripreso, denominato “ignoto 1”. Attraverso l’analisi dei pixel e dell’intensità dei grigi, confrontando un figurante caucasico e uno di origine africana, la perizia ha concluso che le caratteristiche cromatiche della pelle della persona nel video sono compatibili con un individuo di etnia africana, escludendo una sovrapposizione con il soggetto caucasico.
L’udienza ha visto anche l’intervento dell’investigatore privato Ezio Denti, inizialmente ingaggiato dalla difesa per svolgere indagini parallele. Denti ha riferito dettagli significativi sui rapporti interpersonali tra i protagonisti della vicenda. Secondo la sua ricostruzione, Dassilva avrebbe definito la relazione con Manuela Bianchi come un passatempo privo di coinvolgimento sentimentale profondo, escludendo l’intenzione di lasciare la propria famiglia. Al contrario, l’investigatore ha descritto un attaccamento molto forte, quasi morboso, da parte della donna verso il metalmeccanico.
Denti ha inoltre riportato alcune considerazioni su Loris Bianchi, fratello di Manuela, sostenendo che quest’ultimo non avrebbe mostrato dispiacere per la morte di Pierina Paganelli, arrivando a definire la vittima con epiteti spregiativi a causa dei suoi comportamenti. L’investigatore ha poi spiegato di aver revocato il mandato a causa della sovraesposizione mediatica dei suoi assistiti, citando una confidenza di Dassilva che temeva di diventare il capro espiatorio della vicenda in quanto extracomunitario.
Infine, sono stati esposti gli esiti delle analisi audio relative alla telecamera interna ai garage, che registrò le urla della vittima. Gli accertamenti hanno confermato la compatibilità dei rumori di sottofondo con l’apertura e la chiusura della porta basculante del box auto di Pierina Paganelli e della porta tagliafuoco, fornendo ulteriori elementi per la ricostruzione temporale dell’aggressione.












