L’onda sismica che ha colpito l’Emilia-Romagna nella mattinata di oggi non si è limitata al territorio di origine, ma è stata percepita chiaramente anche nelle Marche, coinvolgendo in particolare la provincia di Pesaro e Urbino.
Secondo i dati confermati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la sequenza ha visto due eventi principali verificarsi in rapida successione. Il primo, registrato alle 9.27 con epicentro a Russi, ha raggiunto una magnitudo di 4.3; il secondo, avvenuto appena due minuti dopo con epicentro a Faenza, ha fatto segnare una magnitudo di 4.1. Le vibrazioni hanno attraversato il confine regionale, venendo segnalate da numerosi cittadini marchigiani, specialmente da chi si trovava ai piani alti degli edifici, sia sulla costa che nell’entroterra. Nonostante l’apprensione, nelle Marche non si registrano al momento criticità strutturali né sono stati necessari interventi di emergenza.
Le ripercussioni sulla mobilità hanno interessato anche i collegamenti interregionali: a scopo precauzionale, la circolazione ferroviaria in Emilia-Romagna è stata sospesa per permettere le verifiche tecniche sulle infrastrutture, coinvolgendo linee nevralgiche come la Bologna-Rimini e la Ferrara-Rimini.
Per quanto riguarda la zona dell’epicentro, le autorità locali hanno rassicurato sulla tenuta degli edifici. Il sindaco di Faenza, Massimo Isola, ha spiegato che la popolazione ha reagito con ordine, uscendo temporaneamente da case e scuole per poi rientrare una volta cessato l’allarme, senza che venissero rilevati danni. Conferme analoghe sono giunte dal sindaco di Imola, Marco Panieri, che ha riportato l’assenza di conseguenze a persone o cose nonostante la netta percezione del fenomeno sismico.











