Si è chiuso un 2025 intenso e di novità per la rete museale riminese – Musei Comunali, Domus del Chirurgo, Palazzi dell’Arte, Fellini Museum, Museo degli Sguardi – che nei dodici mesi appena trascorsi si è confermata realtà dinamica e capace di attirare la curiosità del pubblico, sia di ‘casa’ sia di visitatori italiani e stranieri, con un bilancio complessivo di quasi 127 mila visitatori, in leggera crescita rispetto allo scorso anno (+1,8%).
Guardando i dati, nel 2025 il Museo della Città e la Domus del Chirurgo hanno raccolto rispettivamente 45.258 e 36.603, per un totale di 81.861 ingressi. Contribuisce in maniera significativa l’attività legata alla didattica museale (23.368 presenze) con i percorsi di visita e laboratori rivolti alle scuole, a cui si aggiungono le 1.000 presenze dei partecipanti alle visite guidate organizzate dai Musei per il Teatro Galli. Numeri che non tengono conto delle numerose presenze che riguardano le iniziative che non prevedono biglietto di ingresso – conferenze, convegni, presentazioni, conversazioni programmate oppure ospitate, attività culturali in margine alle mostre temporanee – che nel loro insieme superano i 6.000 ingressi.
“Si tratta di un dato significativo che sottolinea il ruolo dei Musei Comunali come piazza e agorà cittadina – sottolinea il direttore dei Musei Comunali Alessandro Giovanardi – aspetto quest’ultimo che vogliamo valorizzare in futuro anche attraverso la riapertura dell’ex Chiesa di Santa Maria ad Nives, quale nuova sala per la cittadinanza”.
A questo computo vanno aggiunti i circa 700 visitatori che hanno partecipato alle visite e ai laboratori organizzati al Museo degli Sguardi, spazio ad oggi aperto una volta al mese e su richiesta e che raccoglie l’interesse di una nicchia di appassionati cultori delle antiche civiltà extra-europee “e che in prospettiva – aggiunge il direttore – custodisce un potenziale rispetto alla dimensione multiculturale della nostra città”.
Undici le mostre mostre temporanee organizzate e ospitate nel 2025 tra arti visive, archeologia, disegno, grafica, fotografia, documenti d’archivio. Da segnalare Storie meravigliose tra terra e mare (ancora in corso) che mette a frutto il lavoro scientifico e organizzativo di Remàr, la Rete Musei Arte Riminese e Rimini 80. Viaggio nell’immaginario metropolitano della Rimini di Tondelli, conclusa lo scorso 11 gennaio, che ha raggiunto da sola i 1.700 visitatori.
Mostra quest’ultima che rientra nel ricco calendario di appuntamenti culturali che la Città ha dedicato agli anni Ottanta, traendo ispirazione dagli anniversari ‘tondelliani’ e in particolare dal 40esimo dalla prima pubblicazione del romanzo Rimini. Un filo rosso che ha accompagnato anche la riapertura lo scorso settembre dei Palazzi dell’Arte Rimini sede scelta per la mostra fotografica Rimini Proibita. Le parole di Tondelli nelle immagini di Pesaresi, che ha chiuso lo scorso weekend con un bilancio di oltre 15mila visitatori.
Consolida la propria identità e amplia le proprie relazioni il Fellini Museum, che chiude un 2025 con all’attivo 44.500 visitatori tra la sede di Castel Sismondo e il Palazzo del Fulgor, con un’importante crescita del pubblico straniero, passato dal 25% al 33% del totale dei visitatori (Germania 14%, Polonia 8%, Francia 7,5%, con presenze significative pari al 5% anche dal Regno Unito, dalla Lituania, dalla Svizzera e dagli Stati Uniti. “Questo dato – sottolinea il direttore del Fellini Museum Marco Leonetti – conferma il Museo come attrattore culturale internazionale, come strumento efficace di qualificazione dell’offerta turistica della città oltre che rappresentare un elemento centrale e riconoscibile dell’offerta culturale cittadina”.
Nei dodici mesi passati le visite guidate su richiesta hanno raccolto 1.637 persone (+77%), mentre le visite autonome di gruppo hanno registrato 3.486 visitatori (+20%). Particolarmente rilevante è l’incremento delle visite scolastiche guidate, che passano da 21 nel 2024 a 40 nel 2025. A questo dato si affianca la crescita delle visite scolastiche autonome, da 49 a 56, che testimonia un interesse sempre più strutturato da parte degli istituti. “Il FM – conclude Leonetti – consolida così il proprio ruolo di spazio educativo e formativo, capace di dialogare con le nuove generazioni e di costruire, attraverso l’esperienza diretta, il pubblico di domani”.
Il 2025 sarà ricordato anche come l’anno del ritorno del Premio Fellini, con il riconoscimento assegnato a quattordici anni dall’ultima edizione al regista Alfonso Cuaron. “Non solo un evento-cerimonia, ma un’occasione di mettere al centro il Fellini Museum di un articolato progetto culturale, capace di valorizzare la vocazione internazionale di questo polo diffuso unico nel suo genere – sottolinea l’assessore alla cultura Michele Lari – Il ritorno del Premio Fellini, la riapertura dei Palazzi dell’Arte, l’omaggio agli anni Ottanta che ha attraversato gli spazi culturali della città, l’affermazione dei Musei Comunali come luogo aperto della città e con la valorizzazione del patrimonio sono segni di un percorso che vuole rafforzare la dimensione culturale di Rimini in equilibrio tra l’apertura al mondo e il radicamento nella città. Anche il 2026 si annuncia carico di attese e di obiettivi: dal ritorno della Pietà di Bellini a Rimini in dialogo con Mantegna, una nuova programmazione di eventi espositivi, il proseguimento del nuovo corso del Premio Fellini, il coinvolgimento delle realtà più giovani, in parallelo con il percorso di incontro, dialogo e confronto del Piano strategico della cultura”.
Comune di Rimini












