Ho sempre avuto stima, rispetto, amore, per Rino Formica. Ho sempre pensato che fra i magnifici 4 del cerchio ristretto craxiano, Amato, Martelli, De Michelis, Formica, Rino avrebbe meritato di più.
Ho sempre letto rapito le sue analisi, per profondità e visione.
Perché è un pezzo di storia.
Ma sul referendum sulla giustizia dice sciocchezze imbarazzanti.
Ho cercato parole più appropriate, per le ragioni di cui sopra, per tante ragioni ancora, ma non le ho trovate.
Poi vedo l’uso delle sue parole da parte di energumeni vari e niente, mi escono queste parole qui.
Cioè, caro Rino, il programma di “distruzione democratica” sta nel completamento della riforma del nostro Vassalli? Eroe della Resistenza? Del tuo amico, compagno e collega Vassalli?
Cioè, caro Rino, carissimo Rino, la distruzione della Costituzione sta nella applicazione, con enorme e colpevole ritardo, della Costituzione?
Perché le carriere separate sono NELLA COSTITUZIONE e non contro la Costituzione.
Cioè, Caro Rino, carissimo Rino, la distruzione democratica sta nelle parole dell’ex Presidente della Corte Costituzionale Barbera? Nelle parole di un Sabino Cassese che parla di Repubblica delle Procure? Nelle parole di Angelo Panebianco che parla di Democratura?
Cioè, caro Rino, carissimo Rino, la tenuta costituzionale e democratica sta nelle parole di un Conte, tuo e mio corregionale, che lancia l’allarme del ritorno del “primato della politica”?
Cioè della rappresentanza democratica e parlamentare?
A discapito del “primato della giurisdizione”, tesi e obiettivo che la tua affilata mente comprende benissimo. Così dovrebbe. Almeno.
E mi fermo qui. Mi fermo qui.
Che tristezza.
Sergio Pizzolante












