E se San Marino non avesse sanzionato la Russia di sua sponte? È una domanda che oggi non è più teorica, perché i fatti hanno bussato alla porta. Una nave cargo battente bandiera sammarinese è stata colpita nel Mar Nero e questo oltre a non essere un dettaglio è un segnale molto chiaro. Inutile che su Rtv Beccari cerchi di tranquillizzare, come sempre, i sammarinesi: basta vedere la sua faccia per capire come e quanto sia preoccupato.
Per anni San Marino ha vissuto grazie a un equilibrio antico, pragmatico, perfettamente coerente con la sua dimensione: neutralità vera, non raccontata, non “attiva”, non ideologica. Neutralità come strumento di sopravvivenza. Poi qualcosa si è rotto, e quel qualcosa ha un nome e un cognome: Luca Beccari.
Con Beccari San Marino ha deciso di sanzionare la Russia. Incredibile ma vero! Non perché costretta. Non perché minacciata. Ma per scelta politica autonoma e per farsi bello con i burocrati europei.
Una scelta che ha segnato un punto di non ritorno: da quel momento San Marino non è più uno Stato neutrale. E su questo non c’è retorica che tenga. Perchè quando sanzioni ti stai schierando. E la cosa triste è che nessuno glielo aveva richiesto! E allora mi sorge una domanda: ma quanto abbiamo perso, anche in termini economici, voltando le spalle alla Russia e sputandogli in faccia? Una enormità.
Il paradosso è che questa scelta arriva dopo un fatto che chiunque dovrebbe ricordare con un minimo di onestà intellettuale: la Russia ha fornito a San Marino i vaccini Sputnik V nel momento più drammatico della pandemia COVID 19. Quando sia l’Italia che l’Europa chiudevano canali, Mosca li apriva. SAPETE CHE E’ COSI! Questa è la pura verità! Quei vaccini hanno protetto una parte consistente della popolazione ed io non me lo scorderò mai. MAI perchè i fatti contano molto più delle parole: la Russia lo avrà fatto per calcoli geopolitici, ma intanto lo ha fatto! Molti sammarinesi non sono morti, molti non hanno avuto complicanze gravi anche grazie a quella collaborazione. È questa è la sola verità.
Eppure, archiviata la pandemia, San Marino ha deciso di voltare le spalle a quella relazione, sacrificando sull’altare dell’allineamento europeo ciò che storicamente l’ha tenuta in piedi: la capacità di non essere nemica di nessuno. Da lì in avanti è stato un domino. Sanzioni alla Russia, adesione a dossier che non ci appartengono, appiattimento sulla linea europea senza negoziazione ed un accordo di associazione alla UE che grida vergogna!
Sempre più visibilità, che magari è quella che interessa Beccari, ma sempre meno protezione.
Ed eccoci alla domanda che oggi nessuno in Segreteria agli Esteri vuole affrontare seriamente: se quella nave avesse avuto bandiera cinese, sarebbe stata colpita? Probabilmente no. La Cina non sanziona, non fa moralismo geopolitico, non gioca a fare la coscienza del mondo come fa la piccola San Marino in stile Beccari. Difende i propri interessi e mantiene una linea coerente. Ed è un partner ed è per questo che viene trattata con cautela e rispetto.
San Marino, o Beccari, ha fatto l’esatto contrario. Si è esposta senza avere forza, senza deterrenza, senza alleati pronti a difenderla. Ha confuso i “valori” con la sicurezza. Ha pensato che schierarsi fosse gratis. Non lo è mai stato, e la storia lo insegna da secoli.
La favola della “neutralità attiva” è solo questo: una favola.
Serve a coprire una realtà semplice e brutale. San Marino ha smesso di essere neutrale. E uno Stato piccolo che rinuncia alla neutralità senza diventare potente non diventa più giusto: diventa solo più vulnerabile. Il resto sono stupidaggini retoriche!
Oggi una bandiera sammarinese è stata colpita. Domani potrebbe essere qualcos’altro. Il problema non è il singolo episodio, ma la traiettoria. Beccari sta facendo perdere a San Marino tutti i suoi capisaldi, uno dopo l’altro, trascinandolo in una politica estera che non è commisurata né alla sua storia né alla sua dimensione.
Questa non è lungimiranza. Non è responsabilità. È improvvisazione strategica.
E quando un micro-Stato improvvisa in geopolitica, il finale è sempre lo stesso: il baratro. Questa è la verità, per quanto scomoda e far finta di non vederla oggi significa pagarla molto più cara domani.
NON CI SIAMO PER NIENTE.
Marco Severini – direttore GiornaleSM











