Cronaca. Cesena, l’appello per l’architetto Spinelli detenuto in Venezuela: “Condizioni critiche, si intervenga subito”

L’attenzione della comunità cesenate è rivolta con apprensione verso il Sud America, dove gli sviluppi politici seguiti al cambio di regime in Venezuela hanno riacceso le speranze per la liberazione di Giancarlo Spinelli. L’architetto sessantenne, nativo di Cesena ma trasferitosi oltreoceano con la famiglia fin dall’infanzia, si trova recluso nelle carceri di Caracas da circa due anni. La recente transizione guidata da Delcy Rodriguez, successiva agli eventi che hanno portato all’arresto dell’ex leader Maduro, ha già favorito il rientro in Italia di alcuni connazionali, ma per il professionista romagnolo la porta della cella non si è ancora aperta.

Il quadro diplomatico, delineato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, evidenzia una situazione ancora complessa: sebbene cittadini come Alberto Trentini e Mario Burlò abbiano fatto ritorno a casa, nelle prigioni venezuelane restano ancora quarantadue italo-venezuelani. Di questi, ventiquattro sono considerati detenuti politici, incarcerati per aver manifestato dissenso verso il precedente governo chavista. La diplomazia italiana ha assicurato il massimo impegno per ottenere la loro scarcerazione.

La vicenda giudiziaria di Spinelli è particolarmente intricata. L’uomo è accusato di tradimento della patria e traffico d’armi dagli Stati Uniti. La situazione si è ulteriormente aggravata lo scorso agosto con l’arresto della moglie, Maria Alejandra Portillo, la quale aveva denunciato le precarie condizioni di salute del consorte. L’operazione, condotta sotto l’egida dell’allora ministro dell’Interno Diosdado Cabello, aveva portato all’esposizione mediatica di un presunto arsenale che, secondo l’accusa, sarebbe servito per cospirare contro il governo.

Nonostante la lunga permanenza all’estero, Spinelli ha mantenuto legami solidi con la sua città natale, dove possiede un immobile e dove risiede un cugino omonimo che attende trepidante notizie. Il canale di comunicazione principale è gestito da Giorgio Spinelli, fratello del detenuto residente a Miami, che sta esercitando forti pressioni attraverso il consolato italiano affinché il caso venga trattato con priorità dalla Farnesina. Se inizialmente filtrava un cauto ottimismo sull’inserimento dell’architetto nella lista dei prigionieri in via di liberazione, le ultime notizie riferite dal fratello dipingono uno scenario drammatico: dopo un recente contatto, i familiari riferiscono che il sessantenne versa in uno stato di profonda disperazione e che le sue condizioni psicofisiche sono ormai al limite, con la sensazione di non poter resistere ancora a lungo.