San Marino, studenti sulle tracce della Shoah: a lezione di quella “meravigliosa bugia” che salvò vite

La Repubblica apre gli archivi della storia per una lezione di umanità a cielo aperto. Tra gennaio e febbraio, le strade del Titano diventeranno banchi di scuola per centinaia di ragazzi delle Medie, delle Superiori e del Centro di Formazione Professionale, chiamati a riscoprire un capitolo spesso dimenticato ma glorioso del passato sammarinese: l’accoglienza degli ebrei in fuga dal nazifascismo.

L’iniziativa, annunciata oggi dalla Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, si intitola “Sulle tracce della memoria: storie di ebrei, di ospitalità e di una… meravigliosa bugia”. Il progetto didattico, sostenuto dal Dipartimento Istruzione, vedrà le guide turistiche abilitate Maria Sara Forcellini e Anna Chiara Macina accompagnare le classi in un itinerario fisico ed emotivo attraverso i luoghi che, durante la Seconda Guerra Mondiale, diventarono rifugio per chi non aveva più scampo.

Il percorso trae ispirazione e contenuti dal libro “La meravigliosa bugia”, volume firmato da Giuseppe Marzi, Antonio Morri e Davide Bagnaresi. Sono stati proprio gli autori a “consegnare” idealmente le loro ricerche alle guide, affinché trasformassero le pagine scritte in un racconto vivo per gli studenti. Al centro della narrazione non c’è solo l’orrore delle leggi razziali e l’ascesa di Hitler, ma la risposta silenziosa e coraggiosa di una piccola comunità che fece della propria neutralità non uno scudo per girarsi dall’altra parte, ma uno strumento per salvare vite umane, ospitando migliaia di sfollati senza mai collaborare con gli oppressori.

Tra le pieghe di questa grande storia collettiva, i ragazzi scopriranno vicende intime e toccanti, come quella di Baby Mandelli ed Edoardo Brambilla Grynberg. Le loro esistenze furono salvate proprio grazie a quella “meravigliosa bugia” citata nel titolo: un inganno a fin di bene, una rete di complicità e documenti falsi che permise loro di sopravvivere restando nascosti sul monte, un segreto custodito gelosamente ben oltre la fine delle ostilità.

L’obiettivo del governo è trasformare la memoria in un antidoto contro l’indifferenza moderna. “Con questo progetto vogliamo raccogliere e tramandare un testimone di memoria alle future generazioni”, dichiara il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Teodoro Lonfernini. “La memoria, infatti, ha sempre bisogno di essere rinnovata e alimentata, affinché si conservi vivo il ricordo non solo delle atrocità, ma anche delle azioni di bene e di solidarietà che un‘intera comunità ha saputo compiere di fronte al male”.