Avevamo già affrontato l’argomento in un altro redazionale, ma in questo 2026 si inizierà a parlare più intensamente di Europa e di associazione.
Il dibattito sul rapporto fra Repubblica di San Marino e l’Unione Europea tocca dimensioni che vanno oltre la semplice appartenenza istituzionale: implica scelte strategiche che riguardano sovranità, competitività e modello di sviluppo nazionale. Per uno Stato piccolo come San Marino, restare fuori dall’UE non è solo tradizione, ma può essere una scelta politica ed economica coerente e vantaggiosa.

Ritengo che un Paese come il nostro possa prendere spunti importanti da altri micro Stati e camminare tranquillamente con le sue gambe, partendo almeno da 6 punti strategici.
1. Sovranità politica e legislativa come scelta strategica
Rimanendo fuori dall’UE, San Marino mantiene il controllo totale sul proprio ordinamento: non è soggetta all’obbligo di recepire automaticamente direttive europee né di cedere competenze legislative a istituzioni sovranazionali. Questa autonomia è fondamentale per uno Stato con un tessuto istituzionale antico e profondamente radicato nella tradizione democratica locale.
La sovranità decisionale è un elemento che caratterizza anche altri micro-Stati: paesi come Liechtenstein o Andorra negoziano specifici accordi con l’UE senza aderire totalmente all’Unione o alla moneta unica, scegliendo accordi mirati per singoli settori, come commercio o dogane.
2. Sistema fiscale autonomo come leva politica ed economica
San Marino può fissare autonomamente aliquote fiscali, incentivi e regimi favorevoli alle imprese. Questo comportamento è simile a quello di altri micro-Stati che competono a livello internazionale per attrarre capitale, investimenti e talento. L’autonomia fiscale permette a San Marino di adattare rapidamente il proprio sistema tributario alle dinamiche globali, senza essere vincolata a regole macro-fiscali dell’UE.
Politicamente, questa scelta significa poter calibrare politiche redistributive, incentivi e agevolazioni in base alle priorità interne, piuttosto che secondo l’agenda europea.
3. Flessibilità economica e resilienza di fronte alle crisi
San Marino ha mostrato una capacità di adattamento tipica dei micro-Stati, che può sfruttare la sua dimensione per rispondere più rapidamente alle sfide economiche. Il PIL pro capite di San Marino è superiore a quello di altri micro-Stati come Andorra e si colloca in una fascia elevata rispetto alla media globale, pur non raggiungendo i livelli di Liechtenstein o Monaco.
Per esempio:
• San Marino: GDP pro capite stimato circa $59.000–$70.900 (secondo fonti variegate).
• Andorra: circa $49.300.
• Liechtenstein: oltre $200.000.
• Monaco: oltre $250.000.
Questi numeri mostrano come San Marino mantenga una posizione economica competitiva fra i piccoli Stati, nonostante differenze settoriali e dimensioni del mercato. L’autonomia fuori dall’UE consente politiche economiche snelle, senza l’onere di adeguamenti sistematici.
4. Beneficiare di accordi specifici senza l’intero pacchetto di obblighi
Anziché adottare tutte le regole europee, San Marino può negoziare accordi bilaterali mirati con l’UE, ad esempio per l’accesso alle reti commerciali o a mercati specifici.
Questo modello è simile a quello utilizzato da Andorra e da altri micro-Stati, che mantengono vantaggi commerciali verso l’UE pur restando fuori dall’Unione completa.
Politicamente, la scelta di accordi mirati mantiene viva la collaborazione internazionale ma preserva autonomia decisionale e controllo su settori chiave come fiscalità, lavoro e immigrazione.
5. Preservazione dell’identità istituzionale e del modello sociale
San Marino è una delle repubbliche più antiche al mondo. Rimanere fuori dall’UE è anche una affermazione della propria identità politica e culturale, con istituzioni che si sono evolute autonomamente per secoli. Questa scelta facilita la gestione di temi sensibili come cittadinanza, diritti sociali e relazioni internazionali secondo valori propri.
6. Confronto politico ed economico con altri modelli europei
Confrontare San Marino con altri micro-Stati evidenzia come ciascuna scelta di autonomia sia contestuale e strategica:
• Monaco ha costruito una economia basata su servizi finanziari, turismo di lusso e attrattiva residente, senza necessitare di adesione all’UE.
• Liechtenstein combina industria manifatturiera avanzata con servizi finanziari e mantiene accordi commerciali con l’Europa senza essere membro UE.
• Andorra sfrutta accordi doganali ed una fiscalità competitiva, pur restando indipendente da una adesione piena all’UE.
Questi esempi illustrano come la non adesione all’UE non sia sinonimo di isolamento ma piuttosto di un modello alternativo di integrazione basato sulla cooperazione mirata e sulla salvaguardia degli interessi nazionali.
In conclusione, dal punto di vista politico ed economico, restare fuori dall’Unione Europea può rappresentare per San Marino non un limite, ma un’opportunità strategica. La combinazione di sovranità normativa, autonomia fiscale, flessibilità economica e capacità di negoziare accordi specifici consente alla Repubblica di mantenere un ruolo vitale e competitivo nel panorama europeo. La sfida rimane quella di coniugare questa autonomia con un’efficace cooperazione internazionale, per consolidare prosperità, benessere sociale e sviluppo sostenibile.
Walter Nicoletti Dovesi, La Serenissima











