La cappa di smog stringe la morsa sull’intera Emilia-Romagna, costringendo le autorità ad attivare le misure emergenziali su tutto il territorio regionale. A seguito dei rilevamenti effettuati dall’Arpae, che hanno certificato il peggioramento della qualità dell’aria, è scattato il “bollino rosso” in tutte le province, estendendo restrizioni che inizialmente riguardavano solo l’area centrale della regione.
Per contrastare l’alta concentrazione di polveri sottili, favorita in queste ore da condizioni meteo stabili e dall’assenza di vento che impedisce la dispersione degli inquinanti, sono entrate in vigore limitazioni stringenti al traffico. Il provvedimento prevede il blocco della circolazione per i veicoli diesel fino alla classe Euro 5 compresa, e per gli altri mezzi fino alla classe Euro 2, nella fascia oraria che va dalle 8.30 alle 18.30. Le misure resteranno valide fino al prossimo aggiornamento del bollettino di controllo.
Analizzando il contesto più ampio, i dati relativi all’anno appena concluso, il 2025, mostrano segnali contrastanti. Se da un lato le medie annuali sono rimaste entro i limiti di legge suggerendo un lieve miglioramento complessivo, persistono criticità localizzate ma significative. È il caso di Modena, che ha superato la soglia dei 35 giorni consentiti di sforamento dei limiti di PM10. A questo si aggiunge il problema dell’ozono, che nei mesi estivi ha fatto registrare picchi preoccupanti.
Sulla questione è intervenuta l’assessora regionale all’Ambiente Irene Priolo, la quale ha evidenziato come le strategie del Piano regionale dell’aria stiano iniziando a dare frutti, pur in un contesto difficile. Tuttavia, l’assessora ha espresso forte preoccupazione per le decisioni contenute nell’ultima legge di Bilancio nazionale, che prevede un taglio di circa 52 milioni di euro destinati alla qualità dell’aria per il prossimo triennio. Una riduzione di risorse che, secondo la Regione, rischia di depotenziare il sostegno a cittadini e imprese nella lotta all’inquinamento.












