San Giovanni in Marignano, shock alla Aeffe: via ai licenziamenti in tronco, Cgil: “Lavoratori in lacrime”

Non c’è stato il tempo di metabolizzare il fallimento delle trattative romane, che la realtà ha presentato il conto più amaro. Nelle ultime ore, all’interno dello stabilimento Aeffe di San Giovanni in Marignano, si è consumato quello che i sindacati temevano: l’azienda ha avviato la consegna delle lettere di licenziamento con effetto immediato. Una mossa repentina, scattata all’indomani del mancato accordo al Ministero del Lavoro di lunedì scorso, che ha gettato nello sconforto centinaia di famiglie.

La cronaca di queste ore, ricostruita anche attraverso testimonianze raccolte dalla stampa locale come RiminiToday, descrive un clima surreale e drammatico nei corridoi del gruppo che controlla marchi come Alberta Ferretti e Moschino. I dipendenti vengono convocati uno ad uno negli uffici amministrativi per ricevere la comunicazione formale della risoluzione del rapporto di lavoro. Il piano di ristrutturazione non fa sconti: sono previsti 221 esuberi complessivi, e il prezzo più alto lo paga proprio la sede romagnola, con oltre 170 addetti in uscita (il 78% del totale), mentre i restanti tagli riguardano la sede di Milano.

“Mercoledì mattina sono stata chiamata in ufficio e due giorni dopo l’incontro è arrivata subito la notizia ufficiale: licenziamento con effetto immediato”, racconta ai media locali una dipendente che ha chiesto l’anonimato. Nelle sue parole c’è tutto il dolore di chi vede cancellati quasi due decenni di vita professionale: “Lavoravo in Aeffe da 17 anni, ma non mi ero proprio immaginata un epilogo del genere. Si sperava ci fossero degli ammortizzatori sociali a lungo termine. Invece diventiamo numeri: uno dopo l’altro convocati in ufficio, tutti con lo stesso destino”. La delusione è palpabile non solo per la perdita del posto, ma per le modalità: “Così è davvero brutto, non è stato un fulmine a ciel sereno perché eravamo consapevoli della crisi, ma queste modalità ci lasciano senza parole”.

Duro il commento di Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil Rimini, che sta seguendo la vertenza direttamente dai cancelli dell’azienda. “Proprio in queste ore stanno arrivando le lettere, stiamo lavorando alacremente con l’obiettivo di bloccare la procedura”, dichiara il sindacalista, confermando la tensione altissima. “Mi auguro non si siano attenuti alle ultime indicazioni del tavolo, che prevedevano proposte economiche ridicole. Al sindacato abbiamo ricevuto diverse telefonate di dipendenti in lacrime, questa azione è stata gestita veramente male”.

Lo scenario è quello di una crisi profonda che non tocca solo i neoassunti, ma colpisce lavoratori con anche 25 anni di anzianità, “colpevoli” solo di trovarsi dentro un ingranaggio inceppato dalla crisi del settore moda. Dopo lo sciopero di otto ore proclamato lunedì 12 gennaio, la speranza di una mediazione sembra essersi infranta contro la volontà aziendale di procedere speditamente ai tagli. “Nei prossimi giorni faremo un confronto collettivo per dare un indirizzo ai lavoratori”, conclude Baiesi dalla pagine di Rimini Today, mentre la Valconca si interroga sul futuro occupazionale di un distretto che perde pezzi importanti della sua storia produttiva.