Un filo rosso ideale che unisce i moti del Risorgimento italiano alle piazze di Teheran in fiamme, nel nome della libertà e dei diritti civili. È questo il senso dell’iniziativa lanciata dalla Federazione Regionale dell’Emilia-Romagna del Partito Repubblicano Italiano che, attraverso una nota ufficiale, annuncia di voler dedicare il prossimo anniversario della Repubblica Romana alla causa del popolo iraniano.
A farsi portavoce della proposta è il segretario regionale dell’Edera, Eugenio Fusignani, che traccia un parallelo storico e morale tra i giovani che fecero l’Italia e le ragazze e i ragazzi che oggi sfidano il regime degli ayatollah. “La Repubblica non è solo una forma di governo, ma un’idea di libertà, dignità, fratellanza e giustizia”, afferma Fusignani nel comunicato. “È l’idea per cui, nella nostra storia, giovani donne e uomini hanno sacrificato la vita sfidando tirannie e repressioni, sognando un Paese laico, giusto e libero”.
L’attenzione del Pri si concentra sulla feroce repressione in atto nel Paese mediorientale, dove le proteste guidate dalle donne e dagli studenti continuano a scuotere le fondamenta del potere teocratico. “Le notizie parlano di migliaia di morti e le immagini che arrivano dall’Iran, frammentarie ma drammatiche, mostrano giovani vite spezzate, donne coraggiose senza velo, studenti, lavoratori, cittadini comuni”, prosegue il segretario, sottolineando come in quei volti sia possibile riconoscere “i martiri della nostra Repubblica Romana, caduti per un ideale che ancora oggi guida l’impegno repubblicano”.
La data scelta per questo gesto simbolico non è casuale. Il prossimo 9 febbraio, giorno in cui si celebra l’anniversario della proclamazione della Repubblica Romana del 1849, diventerà per i repubblicani emiliano-romagnoli un momento di condivisione con la resistenza iraniana. Fusignani ha infatti invitato tutte le sezioni del partito che celebreranno la ricorrenza a esporre, accanto al Tricolore e alla bandiera dell’Edera, anche il vessillo dell’Iran libero.











