Avevamo applicazioni per contare i passi, per monitorare il sonno, per ricordarci di bere acqua e persino per trovare l’anima gemella nel raggio di trecento metri. Mancava, effettivamente, l’app che si preoccupasse della questione finale: il trapasso. A colmare questa imperdonabile lacuna del mercato digitale ci ha pensato la Cina con “Are you dead?” (o “Si le me”, per i puristi), il nuovo software che sta scalando le classifiche mondiali monetizzando la nostra più recondita paura: quella di tirare le cuoia senza che nessuno se ne accorga.
Il funzionamento è di una semplicità disarmante, quasi quanto l’angoscia esistenziale che lo alimenta. Per la modica cifra di 99 centesimi – perché la tranquillità di non decomporsi in anonimato vale meno di un caffè – l’utente scarica l’app e si impegna in un macabro rituale quotidiano: premere un pulsante verde sullo schermo. Una sorta di appello scolastico alla vita. Se per 48 ore non date segni di presenza digitale – magari perché siete effettivamente passati a miglior vita, o più banalmente perché avete perso il telefono o finito i Giga – il sistema va in panico. Parte in automatico una notifica ai “contatti di emergenza” (parenti, amici o chiunque abbiate designato come gestore del vostro post-mortem) avvisandoli che, forse, è il caso di venire a controllare se respirate ancora.
In Cina, dove l’ottimismo evidentemente abbonda, l’app è diventata un must-have. Con 125 milioni di persone che vivono sole in appartamenti insonorizzati dove il massimo dell’interazione sociale è salutare il corriere, “Are you dead?” è diventata la migliore amica dell’uomo moderno. Nata per i giovani solitari delle megalopoli, ha rapidamente conquistato anche gli anziani, creando un ponte generazionale basato sul terrore di essere dimenticati. D’altronde, le stime dicono che nel 2030 ci saranno 200 milioni di famiglie composte da una sola persona: un bacino d’utenza sterminato per il business della solitudine.
Ma non pensiate che sia una “stranezza” solo orientale. L’app sta volando nelle classifiche di download anche negli Stati Uniti, in Australia e in Spagna. Perché, in fondo, la paura di finire come una pianta grassa dimenticata sul balcone è l’unica vera lingua universale. E così, tra un selfie su Instagram e un video su TikTok, ora abbiamo una nuova incombenza quotidiana: rassicurare il nostro smartphone. “Tranquillo, ci sono ancora. Almeno fino a domani”.











