Ho preso parte alla Conferenza interparlamentare “L’era dell’intelligenza artificiale: opportunità e sfide”, svoltasi a Nicosia il 14 e 15 gennaio, in rappresentanza della Commissione Affari Costituzionali del Senato, nell’ambito delle attività di cooperazione tra Parlamenti nazionali e Parlamento europeo. L’intelligenza artificiale rappresenta una delle grandi trasformazioni del nostro tempo e pone interrogativi cruciali sul piano economico, sociale, democratico ed etico. In questo quadro, l’Unione europea si conferma antesignana a livello globale nella regolamentazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale. È questo uno dei settori in cui – come da tempo sostiene la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – occorre più Europa: un’Europa più pragmatica ed efficace, capace di concentrarsi su poche, grandi sfide strategiche, armonizzando l’operato dei singoli Stati membri e riducendo la burocrazia e l’interferenza in ambiti che possono essere gestiti meglio a livello nazionale. L’Italia crede fortemente nella governance coordinata a livello europeo e globale nel settore dell’innovazione. Non a caso, l’intelligenza artificiale è stata uno dei temi centrali della Presidenza italiana del G7. L’Italia è stata inoltre il primo Stato membro dell’Unione europea a dotarsi di una legge quadro sull’impiego e sullo sviluppo dell’AI che, in linea con il regolamento europeo, si fonda sui principi di un utilizzo antropocentrico, trasparente e sicuro dei nuovi sistemi. Parlamenti e Governi condividono una grande responsabilità nel regolare, indirizzare e controllare lo sviluppo delle nuove tecnologie. La normativa italiana prevede infatti che il Parlamento sia destinatario di un monitoraggio annuale sulla programmazione strategica per l’intelligenza artificiale, riconoscendogli un ruolo centrale di valutazione sugli sviluppi dell’innovazione a livello nazionale. La nuova frontiera per le Assemblee parlamentari è quella di rafforzare la propria funzione conoscitiva su questi temi, per legiferare meglio e per indirizzare con maggiore consapevolezza le politiche pubbliche, promuovendo un uso critico dell’intelligenza artificiale da parte dei cittadini, soprattutto in rete. In tale prospettiva, assumono carattere prioritario le politiche per la formazione digitale e per la comprensione dei rischi legati all’uso distorto e manipolativo dei sistemi generativi. Il confronto tra Parlamenti nazionali e Parlamento europeo – che su questo tema si è intensificato nel corso dell’attuale legislatura – è sempre più necessario per governare con successo i processi dell’innovazione. In particolare, sarebbe auspicabile l’istituzione di gruppi di cooperazione interparlamentare dedicati, capaci di concentrarsi sia sulle applicazioni volte a migliorare l’interazione tra istituzioni e cittadini, sia sullo sviluppo di strumenti in grado di prevenire e contrastare l’uso malevolo delle piattaforme di intelligenza artificiale da parte di attori extraeuropei ostili, interessati a colpire il cuore delle nostre democrazie. La partecipazione a questa Conferenza conferma l’impegno del Parlamento italiano nel rafforzare le relazioni parlamentari istituzionali e nel contribuire attivamente al dibattito europeo, nell’interesse delle grandi sfide future che attendono le nostre società.
Comunicato stampa – Senatrice Domenica Spinelli, Segretario della Commissione Affari Costituzionali












