Cronaca, Bologna. Violenza al Parco della Montagnola: arresti e rintracci internazionali per il tentato omicidio e la rapina col machete

Bologna segna oggi, giovedì 15 gennaio 2026, un punto di svolta fondamentale per la sicurezza cittadina grazie alla chiusura del cerchio investigativo su due brutali episodi di cronaca che hanno scosso il parco della Montagnola nel corso del 2025. La Polizia di Stato, al termine di una complessa attività d’indagine supportata da strumenti di cooperazione internazionale, è riuscita a identificare e assicurare alla giustizia i responsabili di un feroce tentato omicidio avvenuto a maggio e di una cruenta rapina consumata lo scorso ottobre.

Il primo caso riguarda il violento assalto ai danni di un giovane tunisino di 20 anni, aggredito il 5 maggio dello scorso anno da un gruppo di otto cittadini pakistani. Le numerose chiamate giunte al 113 parlavano di una vera e propria spedizione punitiva composta da almeno dieci persone, che avevano colpito la vittima con un’arma da taglio mettendone a rischio la vita. Le indagini, coordinate dalla Squadra Mobile, si sono rivelate particolarmente ardue poiché tra gli assalitori e la vittima non esistevano legami pregressi. Tuttavia, l’analisi meticolosa delle registrazioni della videosorveglianza ha permesso di dare un volto ai colpevoli. Mentre i primi tre responsabili erano stati già intercettati in Italia lo scorso agosto, le ricerche degli altri complici si sono estese in tutta l’area Schengen. Grazie alla collaborazione con Fast Italia e all’emissione di mandati di arresto europei, due fuggitivi sono stati localizzati e arrestati rispettivamente in Ungheria e in Germania. Proprio l’altro ieri, il 13 gennaio, è avvenuta l’estradizione in Italia del primo degli arrestati all’estero, mentre per il secondo si attendono le procedure di rientro dalla Germania.

Parallelamente, gli inquirenti hanno risolto il giallo della rapina a mano armata avvenuta lo scorso ottobre, quando due uomini armati di machete avevano derubato alcuni passanti di portafogli e cellulari. Anche in questa circostanza, le telecamere sono state decisive per ricostruire la dinamica e contestualizzare l’accaduto in un ambito di compravendita di stupefacenti: le vittime, infatti, si erano recate al parco proprio per acquistare droga. Gli accertamenti della Polizia hanno puntato i riflettori su un ventenne egiziano e un diciottenne tunisino, entrambi già noti per reati specifici. Il più giovane dei due era stato sorpreso pochi giorni dopo il colpo con ancora indosso il telefono sottratto a una delle vittime.

L’operazione si è conclusa con l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare in carcere. Se per il tentato omicidio di maggio la rete si è chiusa su quasi tutti i componenti del gruppo, per la rapina col machete gli investigatori hanno rintracciato e arrestato il ventenne egiziano lo scorso venerdì proprio tra le strade di Bologna. Restano invece ancora attive le ricerche per rintracciare il complice diciottenne, attualmente latitante, mentre le autorità continuano a monitorare con attenzione l’area della Montagnola per prevenire ulteriori episodi di degrado e criminalità.