La convivenza tra fauna selvatica e aree urbane a Cesena sta raggiungendo livelli di guardia, con la paura che ormai serpeggia tra le abitazioni della frazione di San Carlo. Non si tratta più di avvistamenti sporadici nelle zone collinari, ma di una presenza costante a ridosso del tessuto abitativo che ha spinto i cittadini a mobilitarsi ufficialmente. Una lettera, corredata da una raccolta firme, è stata indirizzata al sindaco Enzo Lattuca per chiedere interventi urgenti a tutela della sicurezza pubblica.

Il fulcro delle segnalazioni riguarda l’area compresa tra via Madonnina e la zona artigianale. Qui, secondo quanto documentato dai residenti con foto e video, uno o due esemplari di lupo avrebbero stabilito un tragitto abituale, muovendosi con disinvoltura a pochi metri dalle case. La preoccupazione è palpabile soprattutto per le famiglie con bambini piccoli e per chi possiede animali domestici, categorie ritenute più vulnerabili di fronte a predatori che sembrano aver perso la naturale diffidenza verso l’uomo.
A confermare che i timori non sono infondati c’è un episodio che ha scosso particolarmente la comunità locale: il ritrovamento della carcassa di un capriolo all’interno del parco giochi del quartiere. La presenza di una preda abbattuta proprio nei luoghi dedicati allo svago dei più piccoli è stata percepita come il segnale inequivocabile di un confine superato. Nella missiva inviata all’Amministrazione, i firmatari non invocano soluzioni cruente, ma esigono un monitoraggio costante e l’applicazione di tutte le misure previste dalla legge per gestire il fenomeno e allontanare i selvatici dall’abitato.
L’allarme non è circoscritto ai soli residenti, ma coinvolge pesantemente anche il settore agricolo. Cia Romagna ha sollevato nuovamente la questione, evidenziando come la situazione sia ormai insostenibile per gli agricoltori, preoccupati sia per l’incolumità del bestiame che per la propria sicurezza personale. L’associazione di categoria ha denunciato una condizione di sovrappopolamento dei lupi e ha chiesto misure che vadano oltre il semplice risarcimento dei danni.
Sul fronte legislativo, Cia Romagna ha ricordato che dallo scorso giugno è stato presentato un disegno di legge per la riforma della normativa sulla fauna selvatica. Il testo prevede piani di contenimento, strumenti di autodifesa per gli agricoltori e un maggiore coinvolgimento delle organizzazioni di settore nella gestione faunistica. Tuttavia, l’iter di approvazione risulta al momento bloccato, una situazione di stallo che l’associazione imputa alle pressioni dei movimenti animalisti, mentre nelle campagne e nelle frazioni cesenati la tensione continua a salire.











