Cronaca. Rimini, operaio schiacciato nel container: titolare a processo per lesioni gravissime

È una vicenda giudiziaria dolorosa quella approdata nelle aule del tribunale di Rimini, relativa a un grave infortunio sul lavoro che ha lasciato segni permanenti su un dipendente. Al centro del processo, che ha visto un nuovo passaggio in aula nella giornata di ieri, giovedì 15 gennaio, c’è un imprenditore di 62 anni, accusato di lesioni gravissime colpose ai danni di un suo operaio.

L’incidente risale al maggio del 2022 e si è verificato all’interno di un’azienda metalmeccanica del territorio. La vittima, un 55enne di origini abruzzesi, ha pagato un prezzo altissimo: traumi e fratture multiple che hanno comportato un’assenza dal lavoro di quasi un anno, precisamente 340 giorni, e una invalidità permanente alla gamba che lo costringe tuttora a deambulare con l’ausilio di un bastone. Per il danno subito, l’uomo ha già ottenuto un risarcimento in via stragiudiziale che si aggira attorno ai 300mila euro.

La dinamica dell’accaduto, ricostruita dagli ispettori della Medicina del Lavoro, tratteggia uno scenario drammatico. Quel giorno, il titolare dell’azienda si trovava alla guida del carrello elevatore in sostituzione di un dipendente assente per malattia. Il 55enne aveva il compito di entrare nel container per indicare le misure di stivaggio del carico; dopo aver fornito le indicazioni, l’uomo sarebbe uscito per poi rientrare inspiegabilmente senza che nessuno se ne accorgesse. Quando il datore di lavoro ha spinto in fondo i pesanti pallet, l’operaio è rimasto schiacciato, salvandosi solo grazie alle urla che hanno allertato i soccorsi.

Il nodo del dibattimento verte sulla formazione e sulla prevedibilità dell’evento. L’accusa sostiene che la vittima non fosse stata adeguatamente istruita per quella specifica mansione. Una tesi respinta con fermezza dall’imputato, assistito dall’avvocato Piero Venturi. In aula, la difesa ha evidenziato come il lavoratore avesse seguito i corsi necessari e avesse già svolto correttamente la stessa operazione quella stessa mattina. La linea difensiva punta sulla condotta imprevedibile del 55enne, sottolineando che nemmeno il collega addetto al controllo aveva notato il suo rientro nel container. Il processo è stato aggiornato al prossimo 26 ottobre per l’ascolto dei testimoni della difesa.