Maiolo, allevamento Fileni: il Comitato incalza il sindaco, “Basta silenzi, è industria insalubre”. Il Sindaco: “Sul piano tecnico non risultano criticità”

Non si placa la bufera sull’allevamento avicolo di Cavallara. In un duro intervento diffuso oggi, venerdì 16 gennaio, il “Comitato per la Valmarecchia” torna a puntare il dito contro l’amministrazione comunale di Maiolo e il sindaco Marcello Fattori, accusati di trincerarsi dietro un “silenzio” che non scioglie i dubbi sulla gestione dell’impianto. “Il sindaco ama dire che i polli non sono nucleari, ma un allevamento intensivo classificato come industria insalubre di prima categoria non è una battuta: è un fatto”, scrivono gli attivisti, chiedendo trasparenza su questioni di salute pubblica e tutela ambientale.

L’immagine-meme postata su Facebook dal Comitato

Il nocciolo della contesa riguarda lo stato attuale dell’attività. Il Comitato, presieduto da Maurizio Menghini, ha inviato solleciti formali ad Arpae, Regione e Comune per sapere se l’allevamento sia stato sospeso o meno, sospettando che dietro l’assenza temporanea di animali si celi una mancata comunicazione agli enti di controllo prevista dalle norme (Paur). “Il silenzio non è una risposta, è una fuga dalle responsabilità”, incalzano dal Comitato, ponendo domande precise sul rispetto delle prescrizioni e sulla veridicità della filiera biologica.

La replica del sindaco Fattori non si è fatta attendere e chiarisce, almeno in parte, la posizione dell’ente. “Per quanto ne so l’allevamento non è né chiuso né sospeso. Non conosco problematiche tecniche o di altra natura”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come il Comune non abbia “nulla da nascondere” e risponderà alle richieste “compatibilmente con le priorità di una piccola amministrazione”. Fattori ha inoltre precisato che “sul piano tecnico non risultano criticità” e che l’amministrazione “non ha poteri di accesso a una proprietà privata senza elementi specifici”. Una risposta che però non sembra bastare al Comitato, deciso a tenere alta l’attenzione mentre nell’area prosegue la realizzazione degli ultimi capannoni previsti dal progetto.id: text
Maiolo, allevamento Fileni: il Comitato incalza il sindaco, “Basta silenzi, è industria insalubre”

Non si placa la bufera sull’allevamento avicolo di Cavallara. In un duro intervento diffuso oggi, venerdì 16 gennaio, il “Comitato per la Valmarecchia” torna a puntare il dito contro l’amministrazione comunale di Maiolo e il sindaco Marcello Fattori, accusati di trincerarsi dietro un “silenzio” che non scioglie i dubbi sulla gestione dell’impianto. “Il sindaco ama dire che i polli non sono nucleari, ma un allevamento intensivo classificato come industria insalubre di prima categoria non è una battuta: è un fatto”, scrivono gli attivisti, chiedendo trasparenza su questioni che intrecciano salute pubblica e tutela ambientale.

Il nocciolo della contesa riguarda lo stato operativo attuale dell’attività. Il Comitato, presieduto da Maurizio Menghini, ha inviato solleciti formali ad Arpae, Regione e Comune per sapere se l’allevamento sia stato ufficialmente sospeso o meno, temendo che dietro l’attuale situazione si celi una mancata comunicazione agli enti di controllo, come previsto dalle norme del Paur (Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale). “Il silenzio non è una risposta, è una fuga dalle responsabilità”, incalzano dal Comitato, ponendo domande precise sul rispetto delle prescrizioni, sui controlli effettuati e sulla garanzia della filiera biologica per i cittadini.

La posizione del sindaco Fattori, riportata a margine della polemica, prova a smorzare i toni ma non chiude il fronte dello scontro. “Per quanto ne so l’allevamento non è né chiuso né sospeso. Non conosco problematiche tecniche o di altra natura”, ha dichiarato il primo cittadino, sottolineando come il Comune non abbia “nulla da nascondere” e risponderà alle richieste “compatibilmente con le priorità di una piccola amministrazione”. Fattori ha inoltre precisato che “sul piano tecnico non risultano criticità” e che l’amministrazione “non ha poteri di accesso a una proprietà privata senza elementi specifici”. Una risposta che però non sembra bastare al Comitato, deciso a tenere alta l’attenzione mentre nell’area prosegue la realizzazione degli ultimi capannoni previsti dal progetto.