Lo riporta l’emittente svizzera Rts: si attende la pronuncia del tribunale
I procuratori vallesani che indagano sulla tragedia di Crans-Montana hanno indicato in 400mila franchi (200mila a testa) la cauzione che i coniugi Moretti, Jacques e Jessica, dovrebbero eventualmente versare per sfuggire alla custodia cautelare. Lo riporta l’emittente svizzera Rts, aggiungendo che il Tribunale delle misure coercitive dovrà pronunciarsi su questo punto.
Jacques Moretti è stato arrestato e condotto in carcere dopo l’interrogatorio a cui è stato sottoposto il 9 gennaio scorso, giorno in cui si era tenuta a Martigny, in Svizzera, la cerimonia commemorativa delle 40 vittime del rogo di Capodanno, all’interno del suo locale Le Constellation. Per la moglie invece, Jessica Moretti, erano stati chiesti i domiciliari con braccialetto elettronico. Secondo gli inquirenti svizzeri c’era il rischio di fuga per l’imprenditore: lui e la moglie sono indagati e sospettati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposi.
Legale famiglia Cyane: “Mai formati da Moretti su sicurezza”
Intanto parla l’avvocato della famiglia di Cyane Panine, la 24enne dipendente del locale andato a fuoco, morta nel rogo e diventata famosa per essere la “ragazza col casco”. “Riguardo alle accuse contro Cyane sono veramente scioccata di come si possa ritenerla responsabile. Non si sa se è stata lei all’origine dell’incendio, e ribadisco, si parla di una giovane donna di 24 anni appena che ha perduto tragicamente la vita in questo incendio, quindi io mostrerei un po’ più di rispetto che è dovuto alla memoria di una vittima”, ha affermato il legale della famiglia di Cyane, commentando a ‘Storie Italiane’ su Rai1, condotto da Eleonora Daniele, le dichiarazioni dei Moretti che hanno affermato davanti agli inquirenti che la giovane sia salita di sua iniziativa sulle spalle di un altro cameriere con i bengala causando così l’inizio del rogo a Le Constellation. “Cyane aveva dovuto interrompere il servizio di protezione dei lavoratori per ottenere il suo contratto di lavoro, le buste paga e il suo certificato di lavoro che non riusciva ad avere dai suoi datori di lavoro, quindi la relazione non era così idilliaca come cercano di far credere”, prosegue l’avvocato che aggiunge “Ho diverse testimonianze che possono attestare che la direzione incoraggiasse l’uso di dispositivi pirotecnici, e lo stesso Moretti ha confermato di non aver mai formato i suoi dipendenti sulle norme antincendio e sulle regole di sicurezza”, ha sottolineato l’avvocato.
Il precedente gestore de Le Constellation: “Prima la schiuma non c’era”
Storie Italiane ha intercettato anche Eric Dosdo, il precedente gestore de Le Constellation che ha diretto il locale fino al 2015: “In termini di sicurezza avevamo estintori e defibrillatori, nulla di particolare, ed eravamo controllati abbastanza regolarmente. Non abbiamo avuto mai problemi per la schiuma acustica: noi non ne avevamo bisogno perché non avevamo un livello sonoro da discoteca e facevamo molta attenzione al rumore che potevamo fare per evitare di dare fastidio alle persone che abitavano sopra di noi, nessuno si è mai lamentato”, ha spiegato. “Finché ci sono stato io i controlli c’erano, ma non specifici, nulla di speciale. Il locale non aveva la licenza di discoteca ma non so dire se abbiano fatto delle modifiche per questa trasformazione perché non ci sono mai tornato e la vendita è stata fatta tramite intermediario, cioè il proprietario delle mura. La schiuma sono loro che l’hanno messa prima non c’era”, ha concluso.
L’inchiesta anche in Italia
Non solo in Svizzera è stata aperta aperta un’inchiesta sull’incendio di Crans-Montana. Anche la Procura di Roma sta indagando sul rogo: “Abbiamo notizia naturalmente nei limiti del rigoroso rispetto istruttorio e del segreto istruttorio ovviamente della indipendenza della magistratura inquirente che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e di omicidio colposo aggravato”, ha riferito ieri il ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo l’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime di Crans Montana. “Saranno chieste delle rogatorie all’autorità svizzera per conoscere il quando, il come e il perché, insomma tutte le circostanze che possono essere utili per la ricostruzione dell’evento”, ha aggiunto il Guardasigilli. Le stesse famiglie ieri sono state ricevute anche da Papa Leone XIV.
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