Atam deve prendere tutti i giorni il pullman per andare e tornare dal lavoro. Insieme a lui ci sono tanti compagni di viaggio: studenti, anziani, turisti. Atam ha la fortuna di vivere in periferia dove le fermate non sono coperte e si sta da parecchi anni tutti in piedi. È fortunato perché può vivere sulla sua pelle tutte le stagioni e le loro peculiarità metereologiche. Pioggia, solleone, vento e quando va bene anche la neve. Atam è contento se l’autobus salta la corsa perchè può rimanere ad aspettare la corsa successiva senza sedersi, così si fortifica anche le gambe e si tempra spirito e corpo.
Atam è felice di sapere che Patrimonio Mobilità provincia di Rimini (PMR è controllata al 79,674% dal comune di Rimini) investe addirittura lo 0,36% del suo bilancio, 70mila su 19 milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle fermate. Ha scoperto con gioia che quasi tutto il bilancio dell’azienda PMR viene investito per la costruzione e il mantenimento del Metromare. Visitando il sito ha notato che la prima tratta è costata solo 92 milioni di euro, appena 9.3 milioni di euro a kilometro e che la seconda tratta costerà 51 milioni in tre anni per altri 4 km dalla stazione Fs alla Fiera. La cosa che lo rende più orgoglioso della programmazione del trasporto pubblico della sua città è sapere che sul Metromare, nel 2024, hanno viaggiato 932 mila persone, mentre su tutta le altre linee 17 milioni di passeggeri. Pazienza se sugli autobus normali si sta stretti e a volte vengono lasciate le persone alla fermata, il solo sapere di quanto sul Metromare si sta comodi e larghi lo riempie di soddisfazione. Non ha nulla di cui lamentarsi il nostro amico Atam, lui è un cittadino modello che accetta di buon grado l’aumento del costo del biglietto, perché corrisponde ad un servizio impeccabile.
Caro Diario, non siamo tutti come Atam. Noi siamo un po’ diversi e ci facciamo delle domande.
Ha senso oggi investire in un altro tratto di questa infrastruttura, che ha bruciato milioni di euro ogni anno, nonostante quella già esistente è sottoutilizzata e costituisce nei fatti un luogo di degrado e poca sicurezza?
È giusto che una progettualità futura sia progettata e realizzata a discapito della quotidianità che mostra evidenti problematiche?
Non sarebbe il caso di riprogettare tutta la politica sul trasporto locale per migliorare e rendere qualitativamente appetibile la linea tradizionale, che oggi soffre di enormi carenze sia di personale che di qualità di servizio?
Non sarebbe utile aprire veramente il dibattito sull’utilizzo promiscuo della linea ferroviaria Rimini-Ravenna come metropolitana di costa leggera?
Una pensilina senza seduta e senza chiusura laterale su Mepa (il portale degli acquisti della pubblica amministrazione) costa € 3520 + iva. Con una piccola panchina e una chiusura laterale si arriva attorno ai 5-6 mila euro di spesa. Con i 70 mila euro messi nel bilancio 2026 di PMR ne compriamo quasi 20. Ma poi chi le monta?
PS: tutti i dati menzionati sono pubblici e recuperabili sul sito di PMR e Start.
Stefano Benaglia











