Viviamo nel terzo mondo.
Anzi no, il terzo mondo è più avanti di noi.
Siamo nel 2026 e ogni singola volta che provo ad aprire qualsiasi servizio online vengo bloccato automaticamente:
• documenti non accettati
• IBAN rifiutati
• paese che “non esiste” nei menu
• verifiche che si fermano senza spiegazioni
È umiliante.
È come vivere nell’800, ma con internet che ti ricorda ogni giorno quanto sei tagliato fuori dal mondo reale.
Non puoi investire, non puoi usare fintech moderne, non puoi aprire un conto senza dover inventarti soluzioni assurde, appoggiarti a banche estere o spiegare ogni volta che San Marino esiste davvero.
E non è tutto: siamo completamente tagliati fuori dai corrieri. Ormai nessuna azienda spedisce direttamente a San Marino. Siamo costretti ad andare personalmente a punti di ritiro in Italia o a chiedere favori ad amici e conoscenti, con tutte le difficoltà logistiche che questo comporta.
E intanto ai cittadini non viene dato nessun aiuto. Niente supporto, niente soluzioni concrete, niente politiche a favore di chi vive e lavora qui.
È ora di svegliarci un po’ e smetterla di giustificare tutto con “è complicato”.
E nel frattempo, cosa succede qui?
Le nostre istituzioni parlano di accordi e di associazioni con l’Unione Europea, di cooperazione finanziaria, di norme contro il riciclaggio, come se tutto fosse perfetto e normale, ma nella pratica nessuno riesce a fare niente online senza beccarsi un errore automatico.
Promuoviamo summit sulle criptovalute e blockchain, organizziamo convegni e speriamo che arrivino investitori, ma non riusciamo nemmeno a far accettare il nostro IBAN a una piattaforma di investimento.
Siamo una vergogna digitale.
Un paese bloccato, invisibile, ignorato, trattato come se fosse una zona grigia del pianeta.
Altro che micro-stato europeo: siamo un errore di sistema.
Il paradosso è che:
• paghi come un paese avanzato
• vivi come un paese arretrato
• e vieni trattato come se fossi sospetto a prescindere
Nel 2026 questa non è sfortuna.
È fallimento strutturale.
E intanto, invece di occuparci davvero delle frustrazioni quotidiane dei cittadini, di come farci accettare nei servizi digitali globali, di come permettere a un sammarinese di investire, di come funzionino i pagamenti online, o di come ricevere pacchi senza dover chiedere favori in Italia, molti guardano altrove, parlano di solidarietà internazionale, geopolitica, conflitti lontani, e perfino di questioni globali invece di risolvere i problemi concreti.
Basta.
È ora di svegliarci un po’ e di smetterla di giustificare tutto con “è complicato”, mentre il resto del mondo si sposta avanti senza di noi.
Una lettrice











