Nuovi sviluppi giudiziari per l’incidente ferroviario avvenuto nel dicembre 2023 lungo la linea tra Forlì e Faenza. Nell’udienza predibattimentale svoltasi ieri, il macchinista del Frecciarossa coinvolto nello scontro ha formalizzato la richiesta di messa alla prova. Nel frattempo, Trenitalia si è costituita come unica parte civile, chiedendo un risarcimento economico all’ex dipendente, licenziato dalla compagnia a seguito dell’evento.
Il giudice Cosimo Pedullà ha aggiornato l’udienza al prossimo giugno. Il rinvio si è reso necessario per verificare lo stato dei risarcimenti destinati alle parti offese. L’imputato, un 45enne originario di Venezia, deve rispondere dell’accusa di disastro ferroviario colposo. L’accesso all’istituto della messa alla prova gli consentirebbe, attraverso lo svolgimento di lavori di pubblica utilità e un esito positivo del percorso, di estinguere il reato evitando il dibattimento in aula.
Sul fronte delle persone coinvolte, l’attenzione resta alta. Dei circa 460 passeggeri a bordo dei due convogli quel giorno, sei riportarono lesioni. Tra le tre figure individuate formalmente come parti offese, la passeggera che subì le conseguenze più gravi (30 giorni di prognosi) ha già ritirato la querela dopo aver ricevuto un indennizzo dalla compagnia. Il sostituto procuratore Silvia Ziniti ha sollecitato ulteriori verifiche per accertare che anche le altre due parti lese abbiano ottenuto il dovuto risarcimento.
Trenitalia, rappresentata dall’avvocato Mario Alessandro Bazzani, ha confermato la linea dura. Dopo aver condotto un’indagine interna che ha portato al licenziamento del macchinista, l’azienda ha chiesto che l’uomo partecipi al risarcimento dei danni materiali. Nonostante i costi per le riparazioni delle motrici del Frecciarossa e del regionale “Rock” ammontino a svariate centinaia di migliaia di euro, la richiesta economica avanzata nei confronti dell’ex conduttore sarebbe di entità inferiore. La difesa dell’imputato, affidata all’avvocato Damiano Danesin, ha espresso la volontà di assecondare tali richieste.
La dinamica dell’incidente, avvenuto il 10 dicembre 2023, è stata ricostruita grazie alle perizie tecniche sui sistemi di bordo e sui dispositivi informatici sequestrati. Il Frecciarossa 8828 Lecce-Venezia, fermo su un tratto di binari in pendenza, iniziò a muoversi in retromarcia a una velocità di circa 8 km/h, andando a urtare il treno regionale che attendeva al segnale di stop. Le indagini hanno evidenziato come le procedure attuate sul sistema frenante abbiano coinvolto direttamente l’operato del macchinista, determinando la richiesta di rinvio a giudizio.











