Un episodio di violenza familiare che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi e che ora approda in tribunale. Un giovane di 18 anni dovrà rispondere davanti al giudice per aver aggredito la madre, sostenendo di volerla liberare da una presunta presenza demoniaca.
I fatti risalgono al 26 novembre 2023, quando in un’abitazione di Ravenna una lite verbale tra madre e figlio degenerò rapidamente. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo avrebbe accusato la donna, 47enne di origine nigeriana, di essere indemoniata, passando poi all’aggressione fisica. Dopo una testata al volto, l’avrebbe colpita con calci e pugni, arrivando infine a impugnare un coltello da cucina.
Con l’arma, il giovane avrebbe ferito la madre in più parti del corpo, raggiungendola nella zona ascellare, alle scapole e al capo. Solo l’arrivo dei carabinieri della sezione Radiomobile ha interrotto l’escalation di violenza. L’intervento si è rivelato complesso: nonostante l’uso del taser e le manette, il 18enne avrebbe continuato a opporre resistenza, rendendo necessario un lungo sforzo per immobilizzarlo.
Oggi il caso è all’attenzione del tribunale di Ravenna. Ieri si èsvolta l’udienza predibattimentale davanti al giudice Cosimo Pedullà, ma il procedimento è stato rinviato a metà maggio poichè l’imputato è risultato irreperibile. Il magistrato ha disposto nuove ricerche. Assistito dall’avvocato Giorgio Vantaggiato, il giovane è chiamato a rispondere dei reati di lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. Tra le parti offese figurano anche i carabinieri intervenuti.
La donna, soccorsa dal personale del 118, fu trasportata in ospedale e dimessa con una prognosi di sette giorni per un trauma cranico e una lesione al torace. L’iter giudiziario riprenderà non appena sarà possibile rintracciare l’imputato.











