Incontri ravvicinati del terzo tipo, ma rigorosamente in salsa sammarinese, sono pronti a sconvolgere la tranquillità del Titano. Giovedì 22 gennaio, alle ore 21, il sipario del Teatro storico della Repubblica si alzerà su una vicenda surreale e divertente: lo sbarco di quattro extraterrestri nella vita di una normale famiglia di paese. A portare in scena l’esilarante commedia dialettale è la compagnia “Quei d’Seraval e… San Marino”, pronta a regalare una serata all’insegna del buonumore e della tradizione.
L’iniziativa, promossa dal Centro Sociale S. Andrea con il patrocinio della Giunta di Castello di Serravalle, non è solo un appuntamento ludico, ma un sentito tributo culturale. Come si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori, lo spettacolo “Chi cui cred mi marzien?” (A chi credete, ai marziani?) rappresenta un omaggio alla memoria dell’autore Gian Paolo Gattei. La rappresentazione torna in scena a trent’anni esatti dal debutto, un gesto voluto per ricordare l’amico scomparso e celebrare tutti gli attori che, nel corso dei decenni, hanno animato le fila della storica compagnia di Serravalle.
La trama promette scintille: una serie di circostanze fortuite porta un quartetto di alieni a interagire con la quotidianità locale, innescando equivoci e situazioni paradossali che metteranno a dura prova i protagonisti “terrestri”. Sotto la regia di Stefano Palmucci e con il coordinamento di Matteo Tamagnini, salirà sul palco un nutrito cast di interpreti locali. Tra i personaggi principali figurano Baldo (Stefano Zonzini), Picci (Monica Tamagnini) e Maciste (Stefano Palmieri), affiancati da una schiera di “extraterrestri” e figure caratteristiche del paese.
L’evento si avvale del supporto tecnico dell’AASLP per audio e luci e della collaborazione di diverse realtà locali per scenografie e costumi. Per chi volesse assicurarsi un posto in platea per questo tuffo nella commedia vernacolare, le prenotazioni sono già aperte contattando il Centro Sociale S. Andrea. Un’occasione per riscoprire il dialetto come lingua viva, capace di raccontare anche l’impossibile incontro tra la gente del Titano e i visitatori dello spazio.













