Roma, diritti umani: il Consiglio d’Europa sollecita Italia e San Marino a istituire un garante indipendente

Un richiamo formale indirizzato a Roma e al Titano affinché colmino una lacuna normativa ormai considerata un’anomalia nel panorama continentale. Michael O’Flaherty, Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha acceso i riflettori sul ritardo di Italia e San Marino nell’istituzione di un organismo nazionale indipendente dedicato alla tutela dei diritti fondamentali..

A margine di una missione di quattro giorni svoltasi nella Capitale la scorsa settimana, il Commissario ha evidenziato come queste siano le uniche due nazioni membri del Consiglio a non aver ancora finalizzato, o avviato concretamente, la creazione di tale ente. Secondo O’Flaherty, la presenza di una struttura autonoma è strategica: essa permetterebbe ai singoli Stati di individuare e risolvere le criticità internamente, riducendo la necessità di interventi o correttivi esterni da parte di organismi sovranazionali come le Nazioni Unite, l’Unione Europea o lo stesso Consiglio d’Europa.

Focalizzandosi sulla situazione italiana, l’alto funzionario ha ricordato che in Parlamento giacciono attualmente cinque proposte di legge in materia, il cui iter legislativo non sta però registrando progressi significativi. O’Flaherty ha definito l’assenza di tale presidio una vera e propria eccentricità nel contesto europeo, sottolineando come rientri nei suoi doveri istituzionali incoraggiare il Paese a superare questo stallo.

Il Commissario ha precisato che non spetta a lui indicare il modello organizzativo specifico da adottare, ma ha ribadito che esiste un requisito imprescindibile: la totale indipendenza dal potere esecutivo. Dalle interlocuzioni avute con le istituzioni, non è emersa una volontà politica contraria alla creazione dell’organismo, quanto piuttosto una difficoltà tecnica e procedurale. Il nodo principale sembrerebbe riguardare l’armonizzazione con le autorità già operanti, come l’Unar, il Garante per la Privacy o quello per le persone private della libertà, i cui mandati potrebbero sovrapporsi con le funzioni della nuova struttura.