Via la vecchia burocrazia, spazio a una visione che mette al centro il recupero dell’esistente e le nuove esigenze sociali, dagli studentati alle residenze per anziani. È questo il cuore della nuova Legge di Pianificazione Territoriale Strategica presentata ieri sera, lunedì 19 gennaio, alla Sala Montelupo di Domagnano. Un confronto pubblico voluto dalla Segreteria di Stato per il Territorio per svelare il nuovo volto urbanistico della Repubblica: un piano che promette di archiviare la frammentazione normativa del passato per abbracciare un modello basato su bisogni concreti e non più rinviabili.
In un comunicato diffuso dalla Segreteria competente, si descrive un clima di “confronto aperto”, dove la politica ha tracciato la rotta per i prossimi mesi. A fare gli onori di casa il Segretario di Stato Matteo Ciacci, che ha rivendicato l’autonomia e la pragmaticità del progetto. “Si tratta di un progetto ‘fatto in casa’, costruito studiando i piani infrastrutturali, le consulenze e le analisi sviluppate nel corso degli anni”, ha spiegato Ciacci, sottolineando l’obiettivo di “restituire credibilità all’azione pubblica attraverso strumenti chiari, trasparenti e attuabili”.
Il cambio di paradigma è stato illustrato dall’architetto Luca Battistini, che ha evidenziato come la norma abbandoni la rigidità dei vecchi strumenti urbanistici per focalizzarsi su temi specifici: edilizia sociale, cohousing, comunità abitative e il ripopolamento delle aree periferiche. Una linea condivisa dalle forze di maggioranza, intervenute per ribadire la coralità dell’iniziativa. Se Giancarlo Venturini ha parlato di “frutto di un lavoro durato diversi mesi” per dare risposte alla cittadinanza, Alessandro Mancini ha posto l’accento sullo snellimento burocratico e sullo sviluppo di progetti come gli studentati, con ricadute positive per tutti i Castelli.
Sul fronte della trasparenza, Vladimiro Selva ha garantito che “ogni singolo passaggio sarà condiviso con le Giunte di Castello”, mentre Luca Lazzari ha ricordato l’importanza economica del settore immobiliare, che necessita di regole certe per “evitare le distorsioni del passato”.
Ma la serata non è stata un monologo. Dal pubblico presente in sala è arrivata una richiesta chiara: basta consumo di suolo, priorità al recupero degli immobili sfitti. I cittadini hanno chiesto a gran voce interventi capaci di migliorare la quotidianità, come marciapiedi sicuri, piste ciclabili e parchi, confermando l’esigenza di una pianificazione a misura d’uomo. La tabella di marcia è ora serrata: l’esame del progetto di legge in prima lettura è atteso per febbraio, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione definitiva entro il primo semestre del 2026. Nel frattempo, la cittadinanza potrà continuare a inviare suggerimenti tramite il sito della Segreteria, in un processo che promette di restare partecipato fino all’ultimo miglio.













