Moda, Gnassi e Bonafè (Pd): “Con Meloni e Urso il Made in Italy è lasciato solo. Il ministro Urso intervenga sulla crisi di Aeffe (Aberta Ferretti)”

“Il 2026 per la moda e per le imprese di settore può essere persino l’anno della scomparsa. Altro che i proclami del Governo sul Made in Italy nel mondo. Il Governo non ha previsto alcuna misura nella Legge di Bilancio a sostegno di un settore strategico come la moda. Al contrario, ha bocciato le proposte che l’opposizione, con il sostegno persino di deputati di maggioranza, aveva avanzato per la Legge di Bilancio. Zero sono le risorse del pacchetto annunciato (miliardi!) anti-dazi dal Governo; zero le risposte di fronte a crisi aziendali; zero il sostegno alla necessità di innovazione per stare nella competizione internazionale con Cina e Stati Uniti sempre più agguerriti. Con le nostre proposte e i nostri emendamenti alla Camera siamo riusciti, qualche settimana fa, a far fare dietrofront al Governo sulle norme sugli appalti e sui subappalti della moda – che ha evitato di legalizzare lo sfruttamento del lavoro –. Avevamo chiesto, ed era stato annunciato, un tavolo di settore. A quell’impegno, però, non è seguito nulla. Intanto la crisi avanza: calano gli ordini, aumentano i costi, le imprese dei distretti produttivi sono lasciate sole e molte vertenze restano sospese o, peggio, neanche vengono seguite come dovrebbero. A oggi non vi è stata tutela del lavoro lungo tutta la filiera; non sono state attuate misure per affrontare gli effetti dei dazi e degli shock internazionali che dal Covid in poi hanno colpito molte imprese; sono mancate azioni per sostenere l’export e l’innovazione tecnologica è impigliata in norme confuse volute dal Governo e contestate dalle imprese. Si cambi rotta sulla moda”. A dirlo sono Andrea Gnassi e Simona Bonafè, deputati Pd. 

Proprio domani, martedì 21 gennaio, è convocato presso il Mimit un tavolo sulla crisi aziendale del gruppo romagnolo Aeffe (Alberta Ferretti), una delle grandi firme del Made in Italy. Il Ministro, per una volta, esca da slogan e propaganda e sostenga il Made in Italy. Sulla crisi di Aeffe, che prevede il licenziamento di centinaia tra lavoratrici e lavoratori altamente specializzati nel settore moda, il fatto che il Ministro e il suo Ministero non abbiano formalmente neanche convocato un tavolo istituzionale (ma solo tecnico), presieduto, come si fa in questi casi, dal Ministro stesso, con parti sociali, azienda, ma anche la Regione Emilia-Romagna e gli enti locali, è grave. Non si arriva al punto di crisi e di licenziamenti annunciati e comunicati senza un tavolo vero, un Ministro in campo e il coinvolgimento della Regione. Domani, come prima cosa, e anche in vista dell’arrivo di nuovi partner e investimenti, si mettano in campo tutte le misure per dare una prospettiva all’azienda e salvaguardare i posti di lavoro nella Fashion Valley romagnola”.

Quindi, i deputati dem entrano ancor più nel merito: “Il Governo si faccia garante di una prospettiva industriale e metta in campo misure concrete, e noi lo sosterremo. Una prospettiva industriale capace di attrarre anche forze nuove e capitali non può essere perseguita solo con licenziamenti e centinaia di famiglie colpite e senza più lavoro. Si metta in campo un solido pacchetto di ammortizzatori sociali e ogni forma di tutela dei lavoratori, si sostenga fattivamente il gruppo e si coinvolgano soggetti fondamentali come la Regione, che ha saputo concorrere alla soluzione di crisi importanti. Come Pd siamo pronti a fare la nostra parte con proposte che hanno copertura finanziaria e che mettiamo a disposizione del Governo, e che possono essere utili anche nel caso Aeffe, come l’ampliamento della cassa integrazione straordinaria anche per i lavoratori delle imprese facenti parte di tutti i codici Ateco strettamente correlati con i settori già indicati, così come segnalato dalla citata XI Commissione della Conferenza delle Regioni al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Al fine di salvaguardare produzione e posti di lavoro poi, servirebbero misure concrete come l’erogazione di contributi a fondo perduto a favore delle imprese che hanno registrato un consistente calo di fatturato rispetto al 2023, l’introduzione di incentivi per gli investimenti delle aziende in ricerca, sviluppo, innovazione, riqualificazione del personale, transizione ecologica e transizione digitale, e ancora la sospensione dei versamenti delle imposte per tutto il 2025 senza applicazione di sanzioni e interessi e la sospensione dei pagamenti delle rate dei mutui”. 

Comunicato stampa