La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale che ha annullato il provvedimento “Città 30” scuote Palazzo d’Accursio e riaccende immediatamente lo scontro politico sotto le Due Torri. A poche ore dal pronunciamento dei giudici amministrativi, che ieri hanno accolto il ricorso presentato dai tassisti smontando l’impianto della mobilità lenta voluto dalla giunta, arriva la dura presa di posizione di Forza Italia.
In un comunicato diffuso dall’onorevole Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice regionale degli azzurri, la decisione viene accolta come la fine di un “esperimento” considerato dannoso per il tessuto economico e sociale della città. “La decisione del Tar che annulla il provvedimento rappresenta una vittoria del buonsenso sulla deriva ideologica”, afferma Tassinari, sottolineando come la sentenza ristabilisca “il diritto alla mobilità”, mettendo un punto a una misura che, secondo l’esponente forzista, “ha prodotto soltanto disagi per cittadini, lavoratori e imprese”.
L’annullamento del Piano particolareggiato del traffico e delle relative ordinanze conferma, secondo la deputata, una linea critica che il partito di centrodestra sostiene da mesi: l’impossibilità di gestire la viabilità urbana attraverso imposizioni rigide. “Non si può governare una città a colpi di divieti indiscriminati e limiti di velocità irragionevoli, senza tenere conto della conformazione urbana e delle esigenze di chi utilizza l’auto per lavoro”, incalza Tassinari.
Pur riconoscendo la sicurezza stradale come un “obiettivo fondamentale”, la coordinatrice regionale indica una strada alternativa a quella percorsa dall’amministrazione bolognese: servono “interventi strutturali, manutenzione, educazione e investimenti sulle infrastrutture”, anziché provvedimenti percepiti come punitivi che rischiano di paralizzare la circolazione.
La sentenza assume ora un peso politico rilevante, non solo per Bologna ma per l’intera Emilia-Romagna, ponendosi come un precedente giuridico di rilievo. Tassinari invita l’amministrazione comunale a una riflessione profonda: “Il Tar ha smontato l’impianto di una misura che era diventata il simbolo di una sinistra lontana dai problemi reali delle persone”. La richiesta finale è quella di un cambio di passo immediato: “Ora l’amministrazione prenda atto del fallimento e avvii un confronto serio con le categorie interessate, abbandonando l’approccio ideologico adottato finora”.
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